(ANSA) – TOKYO, 4 NOV – Il Giappone dovrà dipendere da un unico reattore nucleare per le prossime 6 settimane a causa dello spegnimento della centrale di Oi, nella prefettura di Fukui da parte dell’operatore Kansai per lavori di manutenzione. Il solo reattore a rimanere in attività in tutto l’arcipelago sarà il numero 4 della centrale di Genkai, nella prefettura di Saga, a sud ovest del Paese. All’indomani dell’incidente nucleare di Fukushima, nel marzo del 2011, il Giappone impose lo spegnimento di tutte le centrali atomiche, adottando norme di sicurezza più stringenti e rigide ispezioni, incluso il rispetto delle direttive contro possibili attacchi terroristici. Successivamente, nel corso degli anni, gli operatori del Kansai, Shikoku e Kyushu hanno riavviato 9 reattori distribuiti su cinque centrali, malgrado le frequenti azioni legali intraprese dalle persone coinvolte nel triplice disastro – terremoto, tsunami e propagazione delle radiazioni – e che ha visto la fusione del nocciolo nell’impianto di Fukushima Daichi, e le proteste degli attivisti, contrari alla presenza delle centrali sul territorio. Si tratta della prima volta dal maggio del 2017 che la Kansai Electric – il principale operatore nucleare del Giappone – è obbligata a chiudere tutti gli impianti operanti. Prima del disastro di Fukushima il Paese del Sol Levante derivava poco più del 30% delle proprie risorse energetiche dall’atomo. (ANSA).
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