Lavoro, numeri drammatici: in dieci anni disoccupazione triplicata sul Lario

«Annus horribilis» per il lavoro a Como. La fotografia del 2014 scattata dalla Uil lariana è a tinte nerissime. E i raffronti con i dati storici degli ultimi 10 anni rilanciano in modo inequivocabile l’immagine di un territorio alle prese con una crisi profondissima.
Alla fine del 2014 i disoccupati sul Lario erano 24.870, con un incremento di 1.138 unità rispetto al 2013. Il tasso di disoccupazione – superiore a quello medio lombardo (8,19%) – si è assestato all’8,98%, con una crescita dello 0,41% sull’anno precedente.
«Dall’inizio della grande crisi economica, vale a dire dal 2008 – dice il segretario generale della Uil di Como, Salvatore Monteduro – il territorio lariano ha visto diminuire gli occupati di 5.577 unità e aumentare di converso i disoccupati di 13.502 unità. Non sarà facile recuperare le macerie lasciate dalla crisi».
Nel report diffuso ieri pomeriggio dalla Uil sono però raffrontate le cifre degli ultimi 10 anni. Numeri che, letti con attenzione, diventano ancora più allarmanti. Nel 2004, infatti, i disoccupati in provincia di Como erano 8.600. In un decennio la disoccupazione è quindi cresciuta sul Lario del 289%. Nel complesso, il tasso di occupazione del territorio comasco è ormai sceso al 63,98%. Questo significa che oltre un terzo della popolazione compresa tra i 15 e i 64 anni, nella nostra provincia, non ha un lavoro.
«La speranza – dice ancora Monteduro – è che nei prossimi mesi vi sia la tanto auspicata e annunciata ripresa economica. Resta comunque la necessità di dover garantire risorse economiche sufficienti per gli ammortizzatori sociali nell’anno in corso e di sviluppare politiche attive per i lavoratori rivolte soprattutto ad assicurare loro una qualificazione delle competenze e delle conoscenze essenziale per rispondere a un sistema produttivo che cambia».
Nel rapporto sul mercato del lavoro diffuso dalla Uil sono indicate anche le tabelle Inps sulla cassa integrazione. Nel 2014 sono state oltre 17 milioni le ore di cassa integrazione richieste dalle aziende del territorio lariano. Secondo le stime del sindacato di via Torriani, i lavoratori coinvolti nella nostra provincia sono stati 8.628, in gran parte divisi tra cassa ordinaria e cassa straordinaria. Nel 2013 i numeri della Cig erano stati più alti, ma il dato non può essere letto in chiave positiva. Non da solo, almeno. Bisognerebbe collegarlo alle cifre sulla mobilità e sulla dispersione. Un’uscita dal mercato del lavoro maggiore rispetto al passato, difatti, limita il ricorso agli ammortizzatori sociali.
La crisi di Como, letta attraverso la lente del mercato del lavoro, è profondissima. E non sembra andare verso soluzioni positive. «L’intervento del governo centrale – conclude Monteduro – dovrebbe essere orientato a stimolare i consumi interni, gli unici in grado di far ripartire il ciclo economico».

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