Numeri, formule, lingue straniere (e grattacapi). «È andata male». «Ma no, eravamo pronti»

Fuori dallo Scientifico Paolo Giovio
Gli studenti del liceo scientifico “Paolo Giovio” ieri hanno sostenuto la seconda prova scritta dell’esame di maturità. Test di matematica per i maturandi, temi da svolgere in lingua per quelli del linguistico.
Quantomeno eterogenei i pareri a caldo degli studenti una volta fuori dai cancelli, ancora immersi nell’intensa concentrazione richiesta dalle prove.
«È andata male – comincia Emanuele Ferrario – anche se poteva persino andare peggio. Il punto è che probabilità e statistica
, calcolo combinatorio e gli studi di funzione possono eventualmente risultare difficili come è stato per me. A questo punto spero in una prova sufficiente per arrivare all’80».
Dopo la dichiarazione di Emanuele occorre chiedersi se effettivamente la prova sia stata davvero un disastro per tutti o, come qualsiasi tipo di prova, si tratti di un parere del singolo. Simone Regondi, visibilmente stanco per la fatica della prova, racconta dei quesiti e dei problemi da lui svolti. «Erano fondamentalmente tutti fattibili, dopotutto. Vi erano alcuni “trabocchetti” come, ad esempio, l’ultimo punto del primo problema che ho svolto, che poteva dare qualche grattacapo». Secondo Simone, erano argomenti che più o meno tutti si aspettavano con il cuore in pace. «Eravamo preparati», conclude il giovane maturando.
In ogni caso, nessun baro tecnologicamente preparato o, semplicemente, nessun furbo è stato colto in flagrante a copiare come racconta Giacomo Franchi: «Tutti i cellulari sono stati messi in una scatola e ci sono stati restituiti al termine della prova». Una prova che non sembra essere stata troppo difficile. «Ho trovato una differenza rispetto ai problemi e i quesiti di quest’anno e di quelli dell’anno passato – continua Giacomo – Ma alla fine, anche se siamo riusciti a prepararci poco sui quesiti d’esame dell’anno scorso, non credo ci siano stati troppi problemi anche tra i miei compagni».
Rispetto alla prova di matematica, umori ed impressioni sembrano essere più distesi. L’atmosfera è confermata anche dai maturandi del linguistico che si sono trovati davanti a testi letterari con autori del calibro di Robert Camus per francese o Robert Frost per inglese. «Ho scelto il testo a carattere letterario – dice Arianna Melita – Si trattava di una poesia di Frost intitolata “La strada non presa”, e credo di aver dato una buona interpretazione al tutto». In alternativa al tema letterario erano presenti diverse tracce a carattere generale. Piergiorgio Ronchi parla così del suo elaborato: «Ho scritto un testo in francese con argomento le “smart city”, ossia le città intelligenti, riflettendo rispetto al come è possibile sviluppare questo concetto all’atto pratico. Nulla di difficile, ho impiegato 3 ore per leggere tutto e scrivere. Sono soddisfatto. Adesso penso alla terza prova».
Appuntamento a lunedì prossimo, dunque, quando i maturandi di Como e provincia affronteranno l’ultima prova scritta.

Nella foto:
Piergiorgio Ronchi

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