Nuova Camera di commercio di Como e Lecco: «Nessun campanilismo ma unità e gioco di squadra»

lariofiere, conferenza camere di commercio Como e Lecco

Il mese di marzo vedrà nascere formalmente e ufficialmente la nuova Camera di commercio di Como e Lecco. Un ente sovraterritoriale già di fatto concreto e che, in attesa delle nomine del consiglio, non perde occasione per discutere del futuro, per capire come rapportarsi a una visione temporale ampia che vedrà due territori procedere di pari passo. E proprio su queste direttrici si è mossa la discussione di ieri mattina a Lariofiere di Erba, dove è stato presentato il Piano per la competitività e lo sviluppo dell’area lariana. Un documento strategico con proposte utili per il futuro di questa nuova realtà, frutto dell’analisi realizzata con Fondazione Alessandro Volta, Consorzio Aaster e Gruppo Clas-Pts.
Diversi gli interventi, a partire da quello dell’attuale presidente della Camera di commercio di Como, Ambrogio Taborelli. «Ci sono ancora alcuni passaggi da compiere, ma entro fine marzo sarà realtà il nuovo ente camerale. E questo documento vuole essere un canovaccio sul quale ipotizzare un futuro comune», dice Taborelli. «Il nuove ente non potrà limitarsi a essere una sommatoria di due realtà – afferma Giovanni Pontiggia, presidente della Bcc Brianza e Laghi – ma si dovrà avere una visione strategica e di insieme. E questo documento sarà un utile strumento, sia sul fronte economico che istituzionale. Molto poi dipenderà dalla nostra capacità di interpretare questo studio. Si dovranno superare i campanilismi perché qui si gioca il futuro economico di un intero territorio e non possiamo sacrificarlo per ambizioni personali. Necessario dunque il dialogo e poi mai come in questo momento sarà decisivo il sostegno degli istituti di credito, soprattutto di quelli a carattere territoriale, che potranno contribuire a sostenere e a far crescere nuove realtà imprenditoriali». Uno degli imperativi è dunque fare gioco di squadra.
«La Camera di commercio del futuro è una grande opportunità. Oggi – sostiene il presidente della Cdo di Como e Sondrio, Marco Mazzone – si è parlato di sviluppo, ma la parola forse più significativa deve essere crescita. Tutti devono essere coinvolti e serve un ente camerale che sia un luogo in grado di catalizzare interessi, una realtà dove le imprese possano condividere esperienze e scambiarsi conoscenze. Sarà fondamentale saper creare delle alleanze, puntare alla costruzione del bene comune. La nuova governance andrà condivisa da tutti i soggetti coinvolti. Ora si dovranno declinare queste linee guida del documento in un lavoro comune e concreto». Infine interviene Simone Bertolino di Aaster. «In queste linee strategiche vi è la massima attenzione all’idea delle competenze, delle risorse diffuse utili per lo sviluppo e la crescita economica. Le due Camere creeranno un unico ente sovraterritoriale con responsabilità pesanti, a partire dall’immaginare le infrastrutture per il territorio. Si dovranno poi concentrare su un altro grande tema come quello delle tecnologie, decisive per la crescita delle imprese. E capire come poter collaborare con altri territori quali Milano».

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