Nuova Camera di commercio. Slittano i tempi di nomina del futuro consiglio unico

Como, Camera di Commercio

Rischiano di allungarsi i tempi di insediamento del nuovo consiglio camerale. La fusione tra Como e Lecco, con il conseguente ritorno alle origini e a un unico ente, potrebbe slittare di alcune settimane.
La Regione, sulla scia di quanto stanno facendo il Piemonte e l’Emilia, ha per il momento sospeso i decreti di nomina dei nuovi componenti. Con ogni probabilità Palazzo Lombardia attende di conoscere la sentenza del Tar del Lazio sui molti ricorsi presentati un po’ dovunque in Italia contro il decreto ministeriale del febbraio 2018 con cui il ministero dello Sviluppo economico aveva deciso la riduzione del numero delle Camere di commercio «mediante accorpamento e razionalizzazione delle sedi».
Il Tar del Lazio si è riunito per l’ultima udienza alla fine di gennaio. Sulla sentenza pesano le molte sospensive concesse dal Consiglio di Stato che in più casi ha accolto la richiesta di bloccare le fusioni già in itinere (in Lombardia è accaduto a Mantova, la cui Camera di commercio si sarebbe dovuta fondere con quelle di Pavia e Cremona).
Tutto fermo, quindi. In più, nei giorni scorsi – forse con l’obiettivo di conquistare un po’ di tempo, la Regione ha chiesto ai singoli futuri componenti del nuovo consiglio camerale indicati dalle categorie e dalle associazioni un’autocertificazione su possibili incompatibilità. Nella lettera di accompagnamento è stato specificato come l’adempimento burocratico avrebbe fatto slittare necessariamente di qualche settimana la nomina.
La “guerra” con Lecco
Intanto da Lecco, negli ultimi giorni, sembrano giungere segnali di gelo da parte di alcuni protagonisti del mondo economico-imprenditoriale.
Durante la presentazione del progetto “Valoriamo”, giovedì scorso, il presidente della Camera di commercio di Lecco, Daniele Riva, è intervenuto rivendicando la qualità del lavoro svolto.
Qualcuno ha pensato di poter leggere queste parole come un attacco indiretto a Como e alla decisione di affidare alla provincia cugina la presidenza del nuovo ente camerale. Una posizione però che lo stesso Riva ha smentito: «Ho soltanto fatto presente che il futuro è ormai prossimo – ha detto Riva ieri al Corriere di Como – e ho ricordato che su alcune iniziative Lecco ha avuto performance maggiori. Ogni tanto mettiamo la freccia, ed è un merito. Lecco viene spesso presa ad esempio a livello nazionale e questo ci fa particolarmente onore».
Smentito anche ogni dissapore con il presidente designato della nuova Camera di commercio, Marco Galimberti: «Facciamo parte della stessa associazione, si figuri se posso dire qualcosa contro», ha aggiunto Riva.

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