Nuova piscina di Muggiò, parla Majocchi: «Obiettivo iniziare i lavori entro un anno»

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«Il nostro obiettivo è avviare i lavori tra un anno. L’iter intrapreso dal Comune è il segnale che questa città ha voglia di guardare avanti e punta a dei progetti che sono d’eccellenza». Angelo Majocchi, presidente della Nessi & Majocchi Spa, davanti alle telecamere di Espansione Tv ha parlato del progetto per la nuova piscina olimpionica. Quarant’anni fa era stata proprio la Nessi & Majocchi a realizzare l’impianto sportivo. Anche allora venne realizzata un’eccellenza. Milano, ad esempio, non aveva una piscina da 50 metri.
La storia recente è nota. Dopo un anno di attesa e due perizie, la scelta politica dell’amministrazione Landriscina di non ristrutturare e dare il via libera al progetto dei privati per il nuovo impianto. Il progetto, un partenariato pubblico-privato, come detto, era stato proposto nel gennaio 2020 dalla Nessi & Majocchi, assieme ad altri partner. Le perizie hanno ritenuto il piano finanziario sostenibile e la soluzione privata più conveniente rispetto a una parziale ristrutturazione dell’impianto.
Il piano comprende l’abbattimento della struttura attuale per realizzare ben tre nuove vasche, una delle quali, la maggiore, divisibile.
«Il nostro progetto – ha spiegato ieri il presidente Majocchi a Etv – prevede il mantenimento e l’implementazione della vasca da 50 metri, con un pontone mobile sdoppiabile, in grado di dividere la vasca in due da 25 metri, ad esempio, ovvero quattro corsie divise in due piscine da 25 metri e le restanti quattro di 50 metri».
Alla vasca olimpionica si andrebbero poi ad aggiungere due altre vasche.
«Abbiamo previsto una nuova vasca da 25 metri – ha aggiunto l’architetto Majocchi – assolutamente indispensabile e necessaria per potere ospitare manifestazioni di carattere nazionale e internazionale, perché ha la funzione di impianto di riscaldamento per gli atleti. Infine una terza piscina di 10 metri, con profondità ridotta, che può essere utilizzata per i bambini più piccoli».
Angelo Majocchi si sbilancia per la prima volta apertamente anche sui tempi di realizzazione dell’impianto.
«Nella nostra tabella di marcia, dal punto in cui è oggi la pratica, occorrono ancora circa 10 mesi di iter, prima di giungere all’inizio lavori – ha detto ancora Majocchi – Quindi possiamo parlare del mese di marzo dell’anno prossimo. Poi è previsto un anno di cantiere».
Nella primavera del 2023, all’apertura dell’impianto, la piscina di Muggiò rischia però di essere una cattedrale nel deserto. L’area sportiva del quartiere a Sud di Como è infatti composta anche dal palasport, chiuso dal 2013 e dalla piazza d’Armi, una triste distesa sterrata che un mese all’anno ospita il Luna Park. Difficile dimenticare le espressioni utilizzate di recente dal consulente di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, durante il sopralluogo per realizzare l’hub vaccinale di Como a Muggiò. «Faceva schifo», aveva detto. Parole che avevano fatto indignare il sindaco di Como, Mario Landriscina, ma al contempo erano state sottoscritte da molti residenti. Gli stessi residenti che hanno avviato una raccolta firme per chiedere che il quartiere possa tornare al suo aspetto originario di polo sportivo e residenziale.
«È innegabile che il degrado porti degrado, ma sono convinto che anche il bello possa portare del bello – ha sottolineato ancora Majocchi al telegiornale di Espansione Tv – Per questo il fatto di avere in questo quartiere una piscina che possa essere un’eccellenza, un fiore all’occhiello di questa città, non potrà essere anche da stimolo per risolvere la questione del nuovo palazzetto dello sport», ha concluso.

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