Nuova Tac al Valduce: esami in frazioni di secondo
Sanità, Territorio

Nuova Tac al Valduce: esami in frazioni di secondo

Meno emissioni nocive, maggiori velocità e precisione di diagnosi. L’ospedale Valduce ha investito un milione di euro per dotarsi di una Tac di ultima generazione. Una strumentazione capace di “fotografare”in una frazione di secondo parti anche piccole del corpo, irradiando il meno possibile. Ieri pomeriggio, il direttore sanitario del Valduce e il primario di Radiologia hanno presentato in una conferenza stampa la nuova Tac a 256 strati, spiegando anche le ragioni che hanno spinto la struttura sanitaria cittadina a investire oltre un milione di euro nella moderna apparecchiatura.

«Il nostro obiettivo – ha detto Claudio Zanon – è garantire ai cittadini una medicina sempre più efficace e precisa. Siamo un ospedale cattolico, mettiamo al centro del nostro lavoro il paziente. Ma vogliamo rimanere all’avan – guardia dal punto di vista tecnico. E aumentare pure la capacità attrattiva oltre i confini della provincia». Dopo anni difficili, il bilancio del Valduce è in ordine. «I conti sono in pareggio – ha aggiunto ancora Zanon – Abbiamo vissuto momenti non felicissimi che oggi sono del tutto superati. Ecco perché siamo tornati a investire sul territorio».

Oltre all’acquisto della Tac di alta gamma, Zanon ha confermato la volontà di realizzare il nuovo blocco operativo, già annunciato alcuni mesi fa dalla procuratrice speciale del Valduce, Mariella Enoc. «Il progetto dovrebbe essere pronto per la metà di quest’anno», ha detto il direttore sanitario del Valduce. A Roberto Martegani è toccato il compito di illustrare le “qualità” tecniche della nuova Tac e spiegarne l’importanza. «Incremento di velocità da un lato, riduzione della nocività delle emissioni dall’altro. In estrema sintesi – ha detto Martegani – questi sono i vantaggi della strumentazione che è sì moderna, ma non troppo sperimentale, quindi più sicura».

Sul mercato si trovano oggi apparecchiature simili a 320 strati, la cui affidabilità non è ancora totale. «Rispetto a quella in funzione sino a poche settimane fa, la tomografia assiale di oggi è in grado di ridurre di 4-5 volte le irradiazioni sui pazienti». Per una Tac toracica, ad esempio, con la vecchia apparecchiatura servivano almeno 5 millisievert (il sievert, dal nome scienziato svedese Rolf Sievert, è l’unità di misura delle radiazioni). Oggi ne bastano 0,8. «Con la nuova Tac – ha aggiunto ancora il primario del Valduce – abbiamo acquisito anche un sistema di “realtà virtuale” che ci assicura una lettura automatica di alcuni sintomi. Non che questo sostituisca la verifica del medico, ma la macchina è dotata di una sorta di intelligenza artificiale che riconosce in modo quasi certo alcune patologie». L’elenco delle applicazioni possibili della Tac a 256 strati è molto ampio, soprattutto nel campo della prevenzione oncologica. Anche se, ha tenuto a sottolineare Martegani, «la macchina viene utilizzata soltanto quando è necessario».

E in ogni caso, i numeri dicono che il Valduce, nelle sue due strutture di Como e di Costamasnaga, effettua ogni anno 18mila Tac (in pratica, 50 al giorno). La maggiore velocità è fondamentale soprattutto nelle diagnosi pediatriche. Proprio questa mattina, una bimba nata prematura sarà sottoposta a Tac, cosa che in precedenza sarebbe stata praticamente impossibile se non con la sedazione.

A margine della conferenza stampa, anche gli auguri di buona Pasqua di suor Emanuela, la quale a nome della congregazione delle suore infermiere dell’Addolorata ha ricordato la missione sociale avviata a metà del XIX secolo dalla fondatrice dell’Ordine, Madre Giovannina Franchi, e la volontà di «rimanere al passo con i tempi»

11 Apr 2017

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Redazione Corriere di Como

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