Nuove aiuole sponsorizzate, fumata nera in giunta

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“Malvenuti” a Como
Eppure oggi i giardinieri sono a Monte Olimpino e potrebbero intervenire

Fumata nera. Sarebbe stato troppo bello per essere vero. Era atteso per ieri, nella seduta di giunta a Palazzo Cernezzi, il primo colpo di spugna al “Malvenuti a Como”, ossia alle brutture che sono costretti a subire ogni giorno residenti e turisti che raggiungono la convalle in auto. In diretta tv, il sindaco Mario Lucini aveva annunciato un nuovo regolamento per le sponsorizzazioni delle aiuole e delle altre aree verdi.
Un problema che tocca più zone di Como e che parte dalla rotonda di

Monte Olimpino, con quello sgangherato “Benvenuti a Como” in stato pietoso da oltre un anno.
«Si pensa sia stata distrutta da un Tir – ha spiegato Lucini – Abbiamo avuto delle difficoltà per rinnovare il regolamento delle sponsorizzazioni per le aree verdi. Tutte le norme sono in evoluzione. È stato necessario un certo tempo di approfondimento da parte degli uffici. Domani (oggi, ndr) porteremo in giunta il regolamento per le sponsorizzazioni. Fino a ora, i contratti scaduti non potevano essere rinnovati».
Invece ieri niente. Fumata nera. Il regolamento non compare nell’ordine del giorno della seduta, neppure nei cosiddetti “fuorisacco”. Il sindaco e l’assessore alla partita, Daniela Gerosa, responsabile del Verde oltre che della Viabilità, cercati più volte fino a sera inoltrata non hanno risposto alle nostre chiamate.
Ma, contratti con gli sponsor scaduti a parte, a Monte Olimpino basta che un giardiniere del Comune vada con un rastrello e una carriola a recuperare quelle 14 lettere di alluminio e a sistemare un po’ i sassi bianchi. Un lavoro di mezz’ora al massimo.
E ci spingiamo oltre nella segnalazione. Oggi e domani, i giardinieri comunali (tempo permettendo) sono proprio a Monte Olimpino. Sono previste potature al cimitero, in via Maderno e in via Bellinzona. A pochi metri dalla rotonda dello scandalo, insomma. Basta una telefonata del sindaco o dell’assessore per rimuovere la scritta malandata. Giusto per mettere un po’ d’ordine, senza spendere soldi. Poi quando arriverà il regolamento si potranno fare le aiuole come a Sankt Moritz o, ancora meglio, come a San Fermo della Battaglia.
E visto che siamo in tema di suggerimenti, nel nostro viaggio tra il degrado che accoglie gli automobilisti avevamo segnalato la ringhiera arrugginita del Cosia.
Si tratta di un problema ciclico. Nel settembre 2011 la Lario Vernici si rese disponibile per il restauro del tratto ammalorato di via Briantea, sul ponte di San Martino. L’allora sindaco, Stefano Bruni, diede subito il suo assenso, in diretta su Etv. Un altro colorificio o una carrozzeria potrebbe adottare quello di via Ambrosoli. Sulla ringhiera non ci sono scritte altrimenti si potrebbe chiedere aiuto a “Per Como pulita”, che sta cancellando i graffiti dai muri della città. Non sembra mancare gente disposta a rimboccarsi le maniche, insomma, per rendere Como più dignitosa.
Vogliamo parlare della Fontana di Camerlata? Altro simbolo della città ammalorata. L’ultimo restauro venne pagato da un privato, l’azienda tessile Binda. Del progetto per la “conservazione programmata” dei monumenti del Razionalismo comasco, lanciato nel 2009 dal Comune con un cofinanziamento della Fondazione Cariplo, si sono perse le tracce. In agosto, dal Comune, il dirigente Antonio Ferro aveva detto: «Abbiamo dovuto posticipare per mancanza di fondi: il bilancio funziona con una previsione di introiti che non sempre è reale. Ma in autunno vedrete le impalcature sulla fontana per il completamento della mappatura del quadro fessurativo. Poi speriamo che la prossima estate parta il restauro vero e proprio. Purtroppo il piano di interventi si è fermato, perché i soldi man mano messi a bilancio poi non si sono trovati e pertanto anche la Cariplo ha stoppato il co-finanziamento».
L’autunno è passato e l’impalcatura non si è però vista.
Se il discorso restauro del monumento alla pila di Volta pare tutto in salita, nessuno può credere che dalla spianata della Ticosa si possa muovere qualcosa prima dell’Expo 2015. La bonifica prosegue, è vero, ne diamo notizia a pagina 6. Ma, ben che vada, tra un anno si potrà vedere una distesa di sabbia. Sabbia pulita dall’amianto però.
E torniamo infine alla via Bellinzona. Anche lo svincolo con la via Per Cernobbio, citato nel nostro servizio di ieri, difficilmente cambierà prima dell’Expo. E manterrà così il primato di incrocio più pericoloso della città. Un primato riconosciuto anche nel resto d’Italia a quanto pare. Basta andare su YouTube e digitare la parola “rotatoria Como” ed ecco comparire un video di un minuto girato proprio sullo svincolo. Ha già oltre 3.500 visualizzazioni. Soluzioni possibili? Forse una vera rotatoria. La sperimentazione tra via Canturina, via Turati e via Gobbi è stata sicuramente positiva sul fronte della sicurezza.

Paolo Annoni

Nella foto:
Cartoline da Como.

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