Otto mesi di lavori e un milione e mezzo di investimento. Il Valduce guarda oltre l’emergenza sanitaria e inaugura due sale operatorie completamente ristrutturate, attrezzate con gli strumenti più all’avanguardia e pronte per essere utilizzate 12 ore al giorno cinque giorni alla settimana.
«Era importante non farci assorbire esclusivamente dall’emergenza che peraltro questo ospedale ha gestito. Siamo stati infatti coinvolti e sono molto soddisfatta che non ci siamo fatti prendere solo dall’ansia del momento ma abbiamo anche parlato molto», spiega Mariella Enoc, procuratrice speciale dell’ospedale Valduce. «E così mentre c’era l’emergenza, pur dedicando tutte le forze e le energie a curare i pazienti, siamo riusciti anche a pensare al futuro dell’ospedale pensando fiduciosamente che il Covid sarebbe passato e che anche le persone con altre malattie dovessero essere curate. Così abbiamo fatto prima il nuovo reparto e poi il blocco operatorio», aggiunge la procuratrice speciale dell’ospedale Valduce.
Il comparto è stato inaugurato sabato alla presenza delle istituzioni della città. È stata rimessa a nuovo un’area di 450 metri quadrati, con le sale operatorie, una sala risveglio, uno studio medici, un box office caposala, un locale relax, due spogliatoi, un locale deposito materiale e un locale tecnico. Il rinnovamento ha interessato la parte architettonica e il comparto impiantistico e tecnico. I lavori, come detto, sono durati 8 mesi, proseguendo anche durante la seconda ondata della pandemia, che non ha agevolato la gestione dell’ospedale. Durante il cantiere le attività operatorie sono state concentrate nelle due sale del terzo piano.
L’intervento è stato finanziato dalla congregazione delle Suore Infermiere dell’Addolorata che gestisce l’ospedale. Il reparto Covid del Valduce ospita ancora sei malati mentre la rianimazione non ha più malati affetti dal virus. L’attenzione ora è rivolta al post emergenza.«Gli obiettivi sono dunque quelli di avere sempre una migliore formazione. Si punta poi a nuove professionalità. Insomma il fine è quello di far diventare questo ospedale, con tutto quello che ha, un grande punto di riferimento», conclude sempre Mariella Enoc.
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