Cultura e spettacoli

Nuove scoperte archeologiche sul Baradello prima del Barbarossa

altArcheologia, tesoro lariano da scoprire e valorizzare. Un grande libro che racconta, tra l’altro, la capacità dei comaschi di un tempo di uscire dai periodi bui reagendo alle crisi. I luoghi da visitare che testimoniano i lariani di un tempo ci sono eccome, anche se è ancora da far funzionare al meglio la rete che li lega a misura di turista. Tra le perle ci sono il Parco della Spina Verde, dove la Camera Grande di Rondineto è una delle numerose strutture abitative interamente scavate nella

roccia della Civiltà golasecchiana. Recuperata e finalmente aperta al pubblico un anno fa, c’è poi la Porta Pretoria in via Cesare Cantù, sotto l’ex media Parini. È il monumentale accesso alla città, databile tra la metà del I secolo a.C. e gli inizi del I d.C. Sempre in città rimane costantemente al centro dell’attenzione degli studiosi l’antico complesso ospedaliero di San Lazzaro in via Rimoldi, di proprietà privata, che rischia la definitiva rovina. È invece diventato un parco archeologico fruibile da tutti il complesso termale di viale Lecco.
A riaccendere i riflettori sui tesori archeologici della città e del territorio sarà nell’Aula Magna dell’Università dell’Insubria, in via Regina 37, venerdì 24 e sabato 25 ottobre, un importante convegno sul tema “Luoghi, funzioni e trasformazioni tra tardo antico e primo Medioevo” nel territorio dell’antica Diocesi e Provincia di Como. Un evento a cura della Società Archeologica Comense in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Archeologici della Lombardia, l’Università dell’Insubria (Dipartimento di Diritto, Economia e Culture) e l’assessorato alla Cultura del Comune di Como.
Di particolare rilievo sarà la relazione sulla scoperta negli scavi al Baradello di strutture risalenti al V-VI secolo, ben prima dell’epoca di Federico Barbarossa, che gettano nuova luce sulla Porta Pretoria e le mura antiche di Como. Al centro della maratona di relazioni e ricerche (si partirà venerdì alle 14.30) ci saranno in primis le ripercussioni che nel V e VI secolo la caduta dell’impero romano, le invasioni barbariche, la guerra greco-gotica e l’affermarsi del Cristianesimo hanno avuto sul territorio. Ne sono indici la trasformazione della città, le opere difensive, la costruzione delle prime chiese, i commerci, l’impoverimento delle popolazioni, le sepolture. Si parlerà di altre scoperte recenti in città, come una torre circolare di via Parini, le lapidi murate all’interno del Duomo, l’iconografia del mosaico scoperto in via Perti a Como e le sepolture altomedievali delle citate Terme di viale Lecco.

Nella foto:
Tesoro sotterraneo
Recuperata e finalmente aperta al pubblico un anno fa, la Porta Pretoria era il monumentale accesso alla città, databile tra la metà del I secolo a.C. e gli inizi del I d.C.
21 ottobre 2014

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