Nuove sfide per il Maigret friulano di Flavio Santi
Cultura e spettacoli

Nuove sfide per il Maigret friulano di Flavio Santi

Flavio Santi

Un altro libro irresistibile, a 12 mesi da “La primavera tarda ad arrivare”. È “L’estate non perdona”, esce di nuovo da Mondadori. Odora di osteria, profuma di Ribolla gialla e grappa alla vipera. Ma anche di sangue, sudore e lacrime. E colpi micidiali di Ak-74. Nasce sempre sulla frontiera (tra Italia e il “corridoio balcanico” dove secoli fa arrivarono i turchi). Fa pensare e indignare. E diverte. Il detective inventato dal professore di italiano del corso di Mediazione Culturale dell’Insubria di Como Flavio Santi è Drago Furlan.

Ora torna ottima forchetta appassionata di salumi e (come il suo autore) di Udinese. È un ispettore-contadino; nel primo romanzo era alle prese con le ombre e i fantasmi della seconda guerra mondiale e ora indaga sulla potenziale terza, ossia sulla minaccia del terrorismo globale. Rustico, umorale, nostalgicamente pasoliniano, Drago è nato a Colloredo di Monte Albano, come gli avi di Santi. Guida una sorniona Guzzi California e anche una cadente Zastava vintage. La sua eterna fidanzata Perla è suo malgrado parcheggiata a Lignano Sabbiadoro. Lui, in quel di Cividale e dintorni, sulle rive del Natisone intrise di sangue, alle prese con eventi che sconvolgono la provincia sotto l’afa.

Il papà del «Maigret del Friuli» è rinomato poeta, oltre che filologo. E ha successo anche come traduttore, sulla scia di un grande eroe della letteratura d’azione come James Bond. Ha appena pubblicato da Adelphi la nuova versione italiana di un capolavoro di Ian Fleming, “Dottor No”, dopo essersi cimentato con “Vivi e lascia morire”. «Fleming mi ha aiutato molto – dice – nella costruzione delle storie che ruotano attorno al mio ispettore contadino. È un omone dai lati teneri, che si scontra sempre con problemi molto più grandi di lui, in una terra di confine». Dopo la primavera e l’estate, è lecito aspettarsi altre stagioni. «Il romanzo avrà un seguito – annuncia Santi – La serialità è una bella sfida, ti misuri con personaggi che cambiano col tempo, svelano nuove sfumature. Tradurre Ian Fleming insegna ad apprezzare, in un eroe, anche le debolezze e le ombre. Ma il giallo ha le sue regole: richiede disciplina e pazienza, come ogni lavoro di buon artigianato. Io scrivo ogni mattina, prima di curare l’orto».

Lorenzo Morandotti

1 aprile 2017

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