Parrocchie di Como, arrivano nuovi accorpamenti
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Parrocchie di Como, arrivano nuovi accorpamenti

Albate saluterà dopo l’estate il prevosto don Antonio e il vicario don Alessandro

Quella del parroco, del pastore di anime è una missione con la valigia sempre pronta. Ogni anno così alcune comunità locali si preparano a salutare i sacerdoti in partenza e quelli in arrivo. Il 2018 verrà però probabilmente ricordato come l’anno di una vera e propria rivoluzione su alcune parrocchie della città. Due realtà storicamente attive e frequentate, con gruppi di giovani, volontari, strutture e società sportive.
La nuova geografia della Diocesi di Como prevede infatti una doppia fusione, un’unica unità pastorale per Sant’Agata, Sant’Orsola e Garzola e un’unica unità pastorale per Albate e Muggiò.

Oscar Cantoni, vescovo di Como Oscar Cantoni, vescovo di Como

A Sant’Agata arriverà dal 1° giugno don Daniele Maola, dove rimangono però il vicario don Davide Pozzi a gestire gli oratori e gli ex parroci don Fausto Sangiani (Sant’Orsola) e don Maurizio Salvioni (Garzola) quali collaboratori.

Sono ben più disorientate le migliaia di fedeli tra Albate e Muggiò. Dal 1° settembre Albate infatti perderà il suo prevosto, don Antonio Fraquelli, che ad Albate era arrivato 27 anni fa e, dopo 7 anni, il vicario don Alessandro Casartelli, che come in precedenza a Monte Olimpino aveva animato un oratorio che è il fiore all’occhiello della Diocesi. Don Alessandro sarà parroco di Montorfano e don Antonio prenderà servizio come collaboratore a San Bartolomeo, a Como.
Non sarà una separazione facile e indolore quella della comunità di Albate dai suoi don. Nato a Griante nel luglio del 1942, don Antonio ha festeggiato nel 2016 i suo cinquant’anni di sacerdozio.
La principale preoccupazione è ora che le nuove fusioni non si trasformino in un impoverimento delle realtà locali. L’esempio negativo del recente accorpamento tra Sant’Agostino e San Giuliano è sotto gli occhi di tutti. Un grande oratorio chiuso, quello di Sant’Agostino, che serviva i quartieri residenziali di via Torno, via Prudenziana, piazza Amendola, via Ortelli, concentrazione dell’attività su San Giuliano dove la chiesa è di dimensioni minori e stenta a contenere i fedeli.
Accorpamenti, quelli decisi dal vescovo di Como, Oscar Cantoni, che non sarebbero, come si può pensare, solo una diretta conseguenza del calo di vocazioni, che porta ad un clero sempre più anziano.
«Il ridisegno della geografia in grandi unità pastorali – spiegano dalla Diocesi di Como – è in corso ormai da alcuni anni. Si tratta di seguire la demografia delle parrocchie e di organizzare le attività in equilibrio in base alla presenza di fedeli giovani o anziani. Questo non comporta di solito una diminuzione del numero dei sacerdoti. A Sant’Agata, ad esempio è già stato nominato il nuovo parroco».
Per Albate si conosce invece solo la data della partenza del clero attuale e non chi arriva.
«Crediamo che la nomina verrà fatta breve e possiamo comprendere l’attaccamento della comunità verso figure da tanti anni così importanti».

16 aprile 2018

Info Autore

Paolo

Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


UN COMMENTO SU QUESTO POST To “Parrocchie di Como, arrivano nuovi accorpamenti”

  1. Da parrocchiano di S. Giuliano, vorrei riportare il mio punto di vista, in particolare per quanto riguarda l’accorpamento delle nostre parrocchie (S. Giuliano e SS. Agostino e Antonino). Innanzitutto preciso che l’oratorio di S. Agostino era chiuso da ben prima che avvenisse l’accorpamento. Perdipiù, da quasi un anno a questa parte, l’oratorio è stato riaperto (seppure solo la domenica) proprio grazie alla collaborazione di genitori di ambo le parrocchie oltre che ovviamente del parroco, il quale avrebbe benissimo potuto lasciare le cose inalterate ed avere un fastidio in meno. Per quanto riguarda “la concentrazione dell’attività su San Giuliano”, posso dire che questa domenica mio figlio ha fatto la prima Comunione nella chiesa di SS. Agostino e Antonino, proprio perchè di dimensioni più idonee, e non posso che esserne contento. Allo stesso modo molte delle funzioni svoltesi in Quaresima sono state celebrate lì.
    Personalmente, grazie all’accorpamento, ho potuto conoscere delle persone meravigliose che altrimenti difficilmente avrei incontrato e son sicuro che anche altri hanno avuto la stessa possibilità. Chiaramente non è tutto rose e fiori, ma è mia opinione che chi cerca di trovare del buono in questo “gemellaggio” non fatica a trovarlo. Son certo che questo potrà valere anche per i prossimi accorpamenti, ai cui parrocchiani coinvolti rivolgo il mio augurio e l’invito a collaborare con positività, guardando più ai benefici che non all’inevitabile percezione di fastidio che ogni cambiamento imposto porta con sè, al fine di trarre il meglio da questa opportunità.

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