I dati delle ultime settimane certificano come il virus sia ancora in espansione ma con i primi segnali di frenata. Secondo Ats Insubria, il picco della terza ondata è vicino. «I nuovi positivi sono ancora in crescita – ha spiegato il direttore sanitario di Ats Insubria, Giuseppe Catanoso – e la crescita è numericamente maggiore in provincia di Varese che a Como. Ma l’analisi delle curve ci dice che stiamo arrivando al picco. La speranza è di vedere segni di discesa dalla prossima settimana».
Nel Comasco si sono registrati, tra venerdì 12 marzo e ieri, 2.130 nuovi positivi. Nei sette giorni precedenti la crescita era stata di 1.959 casi. Invece, per quanto riguarda il parametro di riferimento per la zona rossa, ovvero 250 infetti alla settimana ogni 100mila abitanti, è superiore in tutti gli ambiti territoriali del Comasco. La situazione è sicuramente peggiore nell’Erbese (oltre 500 casi) e nel Canturino (sopra i 375), primi in questa graduatoria, mentre in fondo si trova il Medio Lario, con una cifra che oscilla intorno a 300. Infine, nel consueto appuntamento con i vertici di Ats, la dottoressa Maria Cristina Della Rosa, direttore del dipartimento delle cure primarie, ha annunciato anche una novità in ambito organizzativo. «Il territorio di Ats Insubria è stato diviso in 28 aree, per ognuna ci sarà un gruppo di medici variabile da un minimo di 20 a un massimo di 40 con un medico di medicina generale di riferimento che avrà il ruolo di coordinamento tra Ats e i colleghi». Inoltre è stato evidenziato come l’accordo con i medici di medicina generale per somministrare il vaccino ha raggiunto il 90% di adesioni.
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