Nuovi orari al Sant’Anna, caos nell’autosilo

La limitazione delle visite ha portato il pubblico a concentrare negli stessi momenti il viaggio al nosocomio, con il congestionamento del posteggio
Automobilisti bloccati alla ricerca di un parcheggio o per uscire dalla struttura
L’effetto dei nuovi orari di visita del Sant’Anna, entrati in vigore ieri, si vede soprattutto all’autosilo multipiano destinato agli utenti.
La concentrazione degli accessi di familiari e parenti in una fascia oraria limitata, infatti, ha creato grosse difficoltà di parcheggio, con gli automobilisti costretti ad attendere a lungo per trovare un posto libero anche al quarto piano interrato, di solito poco frequentato. E code si sono registrate anche in uscita dall’autosilo.
Sosta a parte, però, la novità non sembra aver creato altri disagi, almeno in queste prime ore.
Fino alla fine di gennaio, il Sant’Anna ha sperimentato il cosiddetto “ospedale aperto”, con la possibilità pressoché illimitata di far visita ai degenti dalle 11.30 del mattino fino alle 20. Salvo rare eccezioni – come, ad esempio, la rianimazione – il presidio restava dunque accessibile ad ogni ora del giorno.
Il provvedimento era stato introdotto dalla passata amministrazione. Gli attuali manager, dopo un’attenta valutazione, hanno deciso di fare marcia indietro.
Da ieri, dunque, gli orari di ingresso sono variati radicalmente. Nel dettaglio, la situazione cambia da un reparto all’altro. In generale, comunque, sono previsti periodi di apertura limitati nell’arco della giornata. In tutti i settori, nelle fasce orarie previste, ciascun paziente può ricevere al massimo 2 o 3 visitatori contemporaneamente.
Il primo picco di visitatori ieri si è concentrato tra le 12 e le 14. All’interno dell’ospedale non si sono registrati problemi particolari, nonostante la presenza di centinaia di persone in visita a familiari e amici ricoverati.
Situazione difficile invece all’autosilo. Se fino a lunedì scorso, infatti, la distribuzione dei visitatori nell’arco della giornata rendeva più facile l’accesso al parcheggio multipiano – che difficilmente registrava il tutto esaurito – ieri il picco di accessi in un periodo di tempo limitato ha costretto gli utenti a una vera e propria caccia al parcheggio. Gli automobilisti sono rimasti bloccati a lungo in attesa che si liberasse uno spazio. Inevitabili le lamentele e le scene di rabbia, anche se la situazione è stata sempre sotto controllo.
A fronte dei disagi registrati all’interno dell’autosilo, è andata decisamente meglio in ospedale. Pochi i visitatori che si sono lamentati per i nuovi orari. Non sono mancati i casi di persone che non erano informate delle novità entrate in vigore ieri anche se, almeno in questa prima fase, è garantito un margine di tolleranza.
«È la prima volta che vengo al Sant’Anna e sinceramente non mi sono stupita del fatto che ci fossero orari di visita ben precisi – dice Lucia Garavaglia – Mi sembra che sia la norma negli ospedali. Mi sono informata prima di venire e mi sono organizzata. Non è un problema».
«Mia figlia è ricoverata per un intervento e non mi hanno fatto alcun problema – dice Mario Viganò – Mi hanno detto che è prevista la possibilità di avere sempre un familiare accanto. Per gli altri, credo sia giusto che ci siano orari di accesso limitati».
«Avevo sentito la notizia dei nuovi orari e sinceramente mi ha fatto piacere – dice Angela Pellizzoni – Qualche settimana fa, mio marito è stato ricoverato per un intervento e devo ammettere che, in effetti, il via vai di persone era un po’ eccessivo e rischiava di disturbare la tranquillità dei degenti e il lavoro del personale. Mi sembra che una fascia oraria il mattino e una la sera siano un compromesso adeguato per le visite».
«La cosa importante è garantire l’accessibilità per far visita ai parenti alle persone che lavorano – dice poi Vincenzo Lombardo – Credo dunque che sia giusto aprire l’ospedale ad esempio durante la pausa pranzo e nel tardo pomeriggio, al di fuori dei classici orari d’ufficio. Se questo aspetto viene garantito, credo che si possano accettare anche le limitazioni. L’ospedale sempre aperto aveva grossi vantaggi, ma probabilmente creava anche qualche problema».

Anna Campaniello

Nella foto:
Automobilisti in cerca di un parcheggio nell’autosilo del Sant’Anna, dove ieri era difficile trovare un posto, specie tra le ore 12 e le ore 14. A destra, utenti in uscita dalla struttura di San Fermo della Battaglia (foto Mattia Vacca)

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