Nuovo assessore a Como, la nomina forse domani

Consiglio comunale

«Probabilmente giovedì». La nomina del nuovo assessore che prenderà il posto di Alessandra Locatelli nella giunta del capoluogo lariano potrebbe avvenire domani.
La conferma arriva direttamente dal sindaco, Mario Landriscina, con un messaggio – inviato martedì – tanto breve quanto chiaro. Come chiaro è il significato di questo ritardo: si discute ancora, in maggioranza, su quale assetto dare all’esecutivo nei prossimi tre anni. In realtà, sul nome del nuovo assessore non c’è alcuna incertezza. L’incarico sarà infatti assegnato ad Alessandra Bonduri, consigliera comunale del Carroccio, alla quale subentrerà in assemblea un’altra donna, Pierangela Torresani.
Il problema riguarda piuttosto le deleghe. Quelle sin qui gestite da Locatelli – Politiche sociali e di sostegno alla famiglia, Politiche abitative, Solidarietà, Piani di Zona, Lavoro, Impresa sociale, Reti sociali, Decoro sociale – potrebbero essere spacchettate o, meglio, rinominate.
La responsabilità dei Servizi sociali potrebbe finire nelle mani di Angela Corengia, che già si occupa di Politiche educative, Politiche giovanili e Asili nido. Il resto invece sarebbe di competenza della Bonduri, la quale di fatto diventerebbe una sorta di assessore al Lavoro.
Tutto è nelle mani del sindaco e del ristretto gruppo che in questi giorni sta discutendo il riassetto della giunta. Gruppo di cui fanno parte il vicesindaco leghista Adriano Caldara e l’assessore alla Sicurezza Elena Negretti.
«Sono ancora in corso i colloqui», ha detto ieri ai microfoni di Etv il segretario cittadino della Lega, Daniele Peduzzi. L’impressione, però, è che il sindaco voglia evitare che materie molto delicate finiscano in mano a chi non ha ancora maturato la necessaria esperienza. Prima di ingranare, infatti, Bonduri avrà bisogno di tempo, soprattutto per conoscere i meccanismi spesso poco scorrevoli della pubblica amministrazione.
In ogni caso, giovedì mattina il sindaco di Como firmerà il decreto di nomina. Anche perché, in linea teorica, senza il nuovo assessore la giunta non potrebbe nemmeno deliberare. La mancanza di una donna nell’esecutivo, infatti, determina la violazione delle cosiddette quote rosa ed è causa di illegittimità delle scelte che eventualmente dovessero essere assunte.
Un’ultima notazione. Il nuovo rimpasto di giunta, imposto dalla nomina di Locatelli a ministro alle Disabilità e alla Famiglia, non è servito a riallacciare i rapporti con Forza Italia, come pure (forse) qualcuno sperava.
Né il sindaco né altri componenti della maggioranza hanno preso contatto in questi giorni con gli eletti azzurri a Palazzo Cernezzi nel tentativo di ricucire lo strappo di alcuni mesi fa.
La posizione forzista rimane quindi la stessa: critica – è un eufemismo – e non troppo conciliante. I prossimi voti importanti – ricapitalizzazione di Villa Erba e mozione sul nuovo dormitorio – potranno confermare o smentire questa situazione.

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