Nuovo colpo sulla linea: questa volta la vittima è una giapponese

La replica di Trenord – «Più di così non possiamo fare»
La ragazza ha 21 anni e non parla l’italiano. Il Questore: «Controlli ulteriormente rafforzati»
La modalità è ormai quella solita. Vissuta, in queste settimane di inizio 2012, da più vittime.
E anche la tipologia delle persone aggredite è spesso simile: giovani donne, di solito straniere, rimaste da sole nello scompartimento. Il rapinatore entra in azione pochi minuti prima delle stazioni, la maggior parte delle volte quelle della Brianza lariana – tra Cantù Asnago, Cucciago e Carimate – attraversate dal convoglio di Trenord che parte da Milano alle 0.39 ed è diretto verso Chiasso. In tre soli giorni, da giovedì a sabato, sono state altre due le donne aggredite. Una secchiata gelida
in pieno volto, perché con l’arresto di un minorenne marocchino, ritenuto responsabile di tre colpi, gli inquirenti speravano di aver chiuso il cerchio attorno al rapinatore del Milano-Chiasso. Che, evidentemente, ha in queste ore un adepto che ne imita i gesti. Della violenza di giovedì scorso, poco prima di Carimate, parla la stessa vittima nell’articolo che apre la pagina. Ma nella notte tra sabato e domenica, sullo stesso convoglio, si è registrata un’altra rapina. La donna è una giapponese 21enne che non parla una parola di italiano e che la nostra lingua la capisce a stento.
È stata avvicinata da un uomo con il volto non coperto, mentre il treno Milano-Chiasso si avvicinava a Carimate. L’uomo le ha puntato il coltello addosso, le ha preso la borsa, poi è scappato approfittando del buio mentre le porte del vagone si aprivano per la sosta in stazione. La vittima è poi stata trasportata sotto shock all’ospedale Sant’Anna di Como, mentre dell’accaduto sono stati avvisati i carabinieri e la Polfer.
Ieri, a poche ore dal precedente intervento, è tornato sull’argomento delle rapine sul Milano-Chiasso anche il questore di Como, Michelangelo Barbato, che ha ribadito il massimo impegno delle forze dell’ordine per individuare e fermare il rapinatore.
«Avevamo già intensificato i controlli – ha sottolineato – e dopo l’ultimo episodio ci siamo attivati per potenziare ulteriormente la presenza di agenti in divisa e in borghese, in particolare sulle linee più a rischio. I servizi sono mirati in particolare sui treni locali tra Milano e Como e soprattutto nelle fasce orarie serali e notturne. Le questure di Como e Milano e la Polfer stanno lavorando in stretta collaborazione. Stiamo facendo il possibile per risolvere il problema – aggiunge Barbato – Non sappiamo con certezza se si tratti di un rapinatore solitario oppure se il bandito si avvalga di complici».
Tramite l’ufficio stampa, Trenord – l’azienda che gestisce il trasporto ferroviario – ribadisce il massimo impegno per la sicurezza dei viaggiatori.
«L’ordine pubblico e la sicurezza in senso stretto sono una competenza delle forze dell’ordine – precisano da Trenord – L’azienda ha comunque istituito da due anni una direzione security, che opera in stretta collaborazione con la Polfer con personale proprio e di ditte esterne. Garantiamo presidi a bordo dei treni, con persone in borghese e in divisa, che lavorano perlopiù per tranquillizzare e aiutare i passeggeri. Nelle stazioni poi ci sono i sistemi di videosorveglianza. Più di così non possiamo fare».

Anna Campaniello
Mauro Peverelli

Nella foto:
La Stazione Centrale di Milano, binario 12, da dove tutte le notti, alle 0.39, parte il treno per Chiasso, teatro delle rapine

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