Nuovo Dpcm, la decisione slitta a domani: Lombardia sempre a rischio rosso

Mario Draghi

Tavoli, vertici e incontri in presenza e a distanza si susseguono giorno dopo giorno, ma ieri è apparso chiaro che il premier Mario Draghi varerà le eventuali modifiche alle misure di contenimento del virus soltanto dopo il consiglio dei ministri di venerdì.
Sembra scontata l’introduzione di nuovi divieti, come la chiusura di tutte le attività durante i weekend, anche per le regioni in zona gialla. Un modello già utilizzato dal precedente governo Conte. Como e la Lombardia temono però che possa passare la linea del Cts, che ha chiesto la zona rossa automatica per le regioni che superino la quota di incidenza media settimanale di 250 casi ogni 100mila abitanti.
La nostra regione, già in arancione rafforzato, è a 310, ma pure la media nazionale è elevata (244) e Como è a 334.
Il governo emanerà così un decreto per introdurre nuovi divieti dopo aver esaminato i dati di domani, venerdì. Questa mattina, intanto, è previsto un vertice a distanza tra i ministri Roberto Speranza, alla Salute, e Mariastella Gelmini, agli Affari Regionali, e i governatori delle Regioni.
La promessa di annunciare con largo anticipo le misure restrittive sembra così scontrarsi con la violenta corsa delle varianti del virus, anche se ieri i nuovi casi nazionali sono scesi, seppure di poco, sotto la soglia dei 20mila.
L’attuale Dpcm, entrato in vigore il 6 marzo e con scadenza il 6 aprile, ovvero il martedì dopo la Pasqua, consente margini di intervento ai presidenti regionali, come l’istituzione di lockdown locali in quelle aree dove le varianti creano focolai. Anche il limite di incidenza a 250 casi ogni 100mila abitanti è già presente nel Dpcm, ma a decretare il passaggio di colore oggi sono una ventina di indicatori, non uno soltanto. I membri del Comitato tecnico scientifico vorrebbero invece lo scatto automatico nella fascia più restrittiva del decreto. Più probabile che venga decisa una stretta ancora maggiore sugli spostamenti delle persone, esclusi i motivi di lavoro e le esigenze inderogabili.
Regole già sperimentate durante il periodo natalizio, con la chiusura di tutte le attività, come nelle zone rosse, il sabato e la domenica. Misure che potrebbero entrare in vigore già il prossimo fine settimana, il 13 e 14 marzo. Per bar e ristoranti, già chiusi in Lombardia dall’ingresso in zona arancione, potrebbe esserci una stretta anche in zona gialla. Possibile chiusura anche per tutti i negozi. Dovrebbe slittare pure la prevista riapertura di cinema e teatri programmata per il 27 marzo, mentre nessuno si azzarda a dare più una data sulla possibile riapertura delle scuole.

L’aggiornamento

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