Nuovo incendio in un’area dismessa. La denuncia: «Si rischia la tragedia»

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La città dei disperati
In fiamme coperte e materassi. Due senzatetto in fuga

Ancora un incendio in un’area dismessa di Como. Ancora disperati che lasciano in fretta e furia un capannone poco prima dell’arrivo dei vigili del fuoco. Il rogo si è sprigionato all’interno di un capannone adiacente la linea ferroviaria. Lo stabile, tra via Venini e via Regina da tempo è in disuso e viene utilizzato come ricovero dai senzatetto che durante l’estate soggiornano direttamente nei giardini della stazione. L’allarme è scattato poco dopo le 9.30 di ieri mattina. I pompieri hanno spento l’incendio in pochi minuti. Qualcuno

aveva acceso un fuoco nel capannone per riscaldarsi, ma le fiamme hanno intaccato anche materassi e coperte. Come nell’episodio di sabato scorso nella Santarella si è rischiata la tragedia. Almeno due le persone viste fuggire dallo stabile dismesso, ma non è escluso, considerata la presenza di diversi giacigli, che altri avessero già lasciato il dormitorio.
Sono intervenuti per un sopralluogo anche gli agenti della Polfer.
Intanto anche nella Santarella continuano a dormire i disperati. Non sono serviti le catene e i lucchetti sul cancello dell’area Ticosa.
«Venerdì sera ho visto alcune persone che camminavano a stento, probabilmente a causa dell’alcol ingerito. Sono passati sotto la rete e nella Santarella c’erano delle luci accese». Il racconto è di Lina Grassi, che risiede in viale Roosevelt e dalle sue finestre tante, forse troppe volte, ha visto gruppetti di disperati entrare nella Santarella.
«Ieri mattina le stesse persone che avevo visto entrare in Santarella le ho viste uscire e dirigersi verso la stazione centrale», spiega ancora Lina Grassi. «Non sono nata a Como, ma ho tanto amato questa città da sceglierla per viverci, così ho chiamato il 112 – spiega – Il call center mi ha passato la Questura e mi sono sfogata per l’ennesima volta. Ho chiesto come fosse possibile che nessuno si accorga della presenza di questi disperati. Forse si sta aspettando che ci scappi il morto in un incendio? ho detto. Non sapevo che proprio ieri mattina c’è stato un altro rogo in un’aera dismessa». Lina Grassi dice che da almeno tre anni periodicamente, ogni volta che nota qualche movimento sospetto, chiama il 112.
«Sono fatta così – dice – non mi voglio arrendere al degrado generale. E mi ha profondamente ferito sentire il sindaco di Como, Mario Lucini, dire che non sapeva che nella Santarella vi fossero dei disperati. Mi hanno ferito anche le parole del questore. Ha detto che la responsabilità è del proprietario dello stabile in cui si trovano i senzatetto. Ma, caspita, la Santarella si trova a 50 metri dalla Questura. Molti agenti parcheggiano l’auto o la moto a ridosso dell’area, è possibile che tutti girino la faccia dall’altra parte?».
«Però io non mi arrendo all’incuria e al degrado – dice ancora la Grassi – se vedo qualcuno che danneggia qualcosa a casa mia, o nel mio condominio, non faccio finta di niente, e lo stesso vale per la mia città, che deve tornare a essere un luogo delizioso. Guardate invece cosa è diventata via Italia Libera, ad esempio».
E alla signora Grassi capita quotidianamente di entrare in contatto anche con i disperati che dormono nelle aree dismesse.
«Sono volontaria alla mensa di via Tatti – spiega – tutti i giorni serviamo pasti a 120-130 persone. Non si tratta di utenti che scompaiono nella notte. Qualcuno si sarà pur posto il problema di sapere dove vanno a dormire? Si organizzano, esiste una gerarchia precisa, con dei capi che ottengono anche dei soldi da chi dorme nella Santarella. Ricordo due anni fa quando misero il lucchetto sul cancello della Santarella. Il giorno dopo uno dei senzatetto aveva la chiave. Spesso la sera questi disperati sono ubriachi e non possiamo attendere che accada una tragedia. Sarebbe la tragedia dell’indifferenza e di chi non sapeva, non aveva visto o forse semplicemente non voleva vedere», conclude il suo sfogo Lina Grassi.
Paolo Annoni

Nella foto:
I vigili del fuoco durante l’intervento in Santarella sabato scorso (foto Fkd)

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