Nuovo progetto per la piscina di Muggiò, Angelo Majocchi rivela tutti i dettagli

Piscina Muggiò

Tre zone nuoto, oltre 7 milioni di finanziamento con Iccrea Banca Impresa

Nel 1981, quando venne inaugurata la piscina di Muggiò, Angelo Majocchi era un ragazzino, ma ricorda bene quel giorno.
«Certo, anche perché l’ha realizzata una certa Nessi & Majocchi, su progetto dell’ingegnere Antonio De Santis, padre di Paolo, ex presidente della Camera di Commercio, il sindaco era Antonio Spallino – dice l’attuale presidente dell’impresa edile di famiglia – Al taglio del nastro partecipò un alto funzionario europeo. Era un’opera all’avanguardia, la prima vasca olimpionica della Lombardia, la prima dotata di un sistema di teleriscaldamento. Vedere come è ridotta oggi fa stare male».

I quasi quarant’anni della piscina di Muggiò oggi si vedono tutti, per questo Nessi & Majocchi con A&T Europe, società del gruppo Piscine Castiglione, realtà mantovana che ha realizzato tutte le piscine delle ultime tre Olimpiadi, ovvero Pechino, Londra e Rio, oltre a quelle dei Mondiali, ha presentato una proposta di partenariato pubblico-privato. In Comune è stata protocollata in settimana una richiesta di progettazione di riqualificazione e finanziamento, con manutenzione per 20 anni.

«Tecnicamente si tratta di un leasing immobiliare in costruendo, in base alla legge 50, del 2016 – spiega Majocchi – Abbiamo un solido partner finanziario, come Iccrea Banca Impresa. Ora l’amministrazione ha 90 giorni per esaminare il documento, valutarlo e verificarne l’interesse pubblico. Noi siamo naturalmente disponibili a fornire approfondimenti o modifiche. Se la proposta viene accettata, si procederà alla gara, un bando europeo, al quale potremo partecipare noi come proponenti, ma anche altri attori».

Nessi & Majocchi ha già realizzato con questo sistema la piscina del Lambrone a Erba, oltre ad iniziative private. Ha presentato un iter speculare, accettato a Milano, per il grande centro natatorio Cardellino, nel quartiere Lorenteggio.

«L’idea è fare tornare Muggiò un gioiello, non solo per Como e per la Lombardia – dice Majocchi – Verrebbe tenuta la collocazione, ma rifatto l’involucro, il tetto e i vetri delle facciate, con materiale isolante. Il tetto potrebbe essere anche da bonificare, non è escluso vi sia dell’amianto. L’edilizia ha fatto grandi progressi negli ultimi quarant’anni».

Sono previsti anche nuovi impianti e sostanziali modifiche anche all’interno.
«Pensiamo a tre vasche complessive, una di 10 metri, con profondità ridotta, una di 25, indispensabile oggi per organizzare grandi eventi, per il riscaldamento degli atleti, e quella olimpionica da 50, 51 in realtà. Allungheremo la vasca di un metro per sistemare un pontone mobile. La struttura potrà scorrere fino a centrovasca in modo da dividere in due gli spazi acqua».

Il presidente della Nessi & Majocchi svela anche costi e tempi di realizzazione.
«I tempi di costruzione stimati sono circa di un anno. Per quanto riguarda l’iter – dice – dopo i primi 90 giorni di valutazione, la gara si potrebbe chiudere anche in quel caso in un anno. Nel frattempo potrebbe rimanere aperta l’attuale piscina, con minime opere di riqualificazione. Alla luce di un intervento così sostanziale, anche la commissione vigilanza potrebbe accettare sistemazioni provvisorie. Per i costi, la parte degli impianti e dei lavori è stimata in 6 milioni 800mila euro. A queste si aggiungono le spese tecniche dei collaudi, che portano ai circa 7,5 milioni finanziati attraverso il leasing».

Due anni fa presentaste un progetto per riqualificare i giardini e il parcheggio di viale Varese, il Comune rispose “picche”, con tanto di sollevazione da parte di alcuni gruppi politici anche di maggioranza.“Per viale Varese c’erano motivazioni anche ideologiche differenti sulla gestione dello spazio – dice Majocchi – Qui andiamo a riqualificare un impianto sportivo. Mi piacerebbe che Como tornasse ad avere un po’ di orgoglio. Questa città merita strutture adeguate al suo nome, noto in tutto il mondo».
Dopo la piscina si potrebbe pensare anche allo stadio e al palazzo del ghiaccio, che ha visto a lungo Majocchi portiere dell’Hockey Como.

«Per lo stadio non dovrebbe esserci bisogno – dice Majocchi – sembra vi sia già l’intenzione di intervenire da parte della proprietà, con un gruppo di privati, sotto l’ala del Comune. Sul Palaghiaccio sarebbe assurdo non sfruttare l’effetto delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Como non può ambire ad ospitare partite ufficiali o esibizioni di pattinaggio dei Giochi, però avere un palasport adeguato è un’opportunità per avere qui una o più nazionali per gli allenamenti. Sfruttiamo le occasioni per mettere mano alle strutture, che poi rimarranno per sempre ai comaschi».

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