Nuovo S. Anna, ecco cosa ancora non funziona

C’è chi dice no – Bilancio dei primi otto mesi di attività
Critiche ma anche elogi dagli utenti della struttura sanitaria
Sui problemi oggettivi c’è poco da discutere e i pareri sono pressoché unanimi: il parcheggio dei dipendenti si allaga e quello degli utenti è scomodo (oltre che caro), mentre manca del tutto uno spazio per la sosta delle moto. In caso di piogge particolarmente intense si verificano allagamenti all’interno del presidio.
La temperatura interna è a dir poco ballerina. Non esiste un percorso coperto dall’autosilo all’ingresso. Mancano all’appello la centrale operativa del 118 e la palazzina

uffici.
Per quanto riguarda invece le valutazioni personali, 8 mesi dopo l’inaugurazione del nuovo Sant’Anna i pareri sono ancora discordanti e può davvero accadere di sentirsi dire tutto e il contrario di tutto.
C’è chi parla di un’ospitalità degna di un albergo a quattro stelle e chi di camere sporche e scomode.
Chi loda la varietà del menù proposto ai degenti e chi denuncia pasti serviti freddi e cibi non corrispondenti alle richieste. Si incontrano utenti su tutte le furie per i tempi di attesa alla cassa o in ambulatorio e altri stupiti per non aver aspettato un minuto. E così via.
Indubbiamente, il nuovo Sant’Anna è un ospedale moderno e tecnologicamente avanzato, che funziona a pieno regime e non può nemmeno essere paragonato al vecchio presidio di via Napoleona. È altrettanto vero, però, che il nuovo modello organizzativo crea ancora difficoltà agli utenti e agli stessi operatori e che non mancano le criticità, legate sia all’attività strettamente sanitaria sia ai servizi affidati all’esterno.
«Non posso lamentarmi dell’ospedale in sé, una volta che hai capito come muoverti non ci sono problemi – dice Rosa Amalia Franchi – Quello che non trovo giusto è il prezzo del parcheggio. Al Valduce e in altre strutture la prima mezz’ora di sosta è gratuita, per consentire a chi deve soltanto ritirare un referto di non pagare. Qui invece per ritirare una cartella clinica sono stata costretta a pagare 1,50 euro, la tariffa della prima ora. Non lo trovo corretto».
«Dal punto di vista dell’accoglienza e del comfort il Sant’Anna è come un albergo a cinque stelle – dice Felice Farnelli – Durante la degenza, poi, ho avuto un ottimo rapporto con il personale. La differenza rispetto al vecchio ospedale è abissale. Ci sono difficoltà per il parcheggio, ma nel complesso credo che sia stato un grosso miglioramento per la sanità comasca».
Cristina Longatti è ricoverata da venerdì scorso per alcune fratture che hanno reso necessario un intervento chirurgico. «Sono stata sotto i ferri cinque ore e ho dovuto attendere due giorni prima che un medico venisse a spiegarmi come fosse andato l’intervento e quale sarebbe stato il decorso – attacca la donna – Penso che vi sia un grosso problema di carenza di personale. Questa mattina ho chiesto un antidolorifico e ho dovuto attendere due ore perché qualcuno arrivasse a darmelo. Non parliamo della pulizia, assolutamente carente e del cibo. Il servizio lascia a desiderare, mi sono vista servire minestra e purè freddi, senza contare la tazza della colazione con alcuni capelli dentro. In quel caso ho chiamato la caposala che in effetti si è arrabbiata e ha fatto sostituire la bevanda. Ciò che più mi fa arrabbiare è vedere che a volte i pazienti sono trattati come numeri e non come persone».
«L’ospedale è un gioiello ma lo stanno già lasciando andare – dice Carlo Maspero – Ho notato una grossa carenza soprattutto sui servizi gestiti dagli operatori esterni. Sono stato ricoverato cinque giorni e non mi hanno mai pulito il bagno. Il bicchiere vuoto del tè è stato lasciato sul comodino per quattro giorni. Per quanto riguarda i pasti, invece, prendono le ordinazioni dai pazienti, ma poi spesso consegnano tutt’altro».
Come detto, non mancano i pareri opposti. «Il reparto pediatria funziona egregiamente – dice Stefania Stevanin -Il personale è gentilissimo, oltre che qualificato e anche a livello strutturale non ho registrato alcun problema. Per quanto riguarda altri settori, mi è accaduto di attendere due ore al pronto soccorso per una visita ortopedica, ma mi rendo conto che potessero esserci casi più urgenti e prioritari rispetto al mio».
Elogi al settore che accoglie i piccoli pazienti anche da Tiziana Corona.
«Mio figlio ha avuto periodi di ricovero e anche di day-hospital – dice – e voglio veramente ringraziare tutto il personale, soprattutto le infermiere, perché sono davvero eccezionali. Se dovessi indicare una pecca, direi il problema delle lenzuola, che sono molto polverose anche se sono state appena cambiate».
Promuove il nuovo Sant’Anna anche Francesco Piras. «Sono stato operato a un ginocchio e l’intervento è stato fatto in modo eccellente – dice – Per quanto riguarda l’assistenza, non posso davvero lamentarmi».

Anna Campaniello

Nella foto:
Ieri mattina telecamere, cronisti e fotografi del Corriere di Como e di Etv erano a San Fermo della Battaglia (Foto Mv)

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