Cronaca

Nuovo sequestro di cuccioli di cane in arrivo dall’Ungheria

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Denunciati un uomo e una donna dell’Est: stavano vendendo gli animali a un’attività di Cantù

Si torna a parlare del traffico illecito di animali in provincia di Como. Dopo il clamoroso sequestro del maggio 2010 che, in un negozio di Merone, portò a scoprire 104 cuccioli di tutte le razze importati senza i dovuti permessi (in quanto gli animali erano ancora troppo piccoli), nelle ultime ore il nucleo investigativo del corpo forestale dello stato questa volta di Brescia è giunto fino a Cantù per un nuovo clamoroso blitz. Due ungheresi, un uomo e una donna, sono infatti stati colti in flagranza

di reato mentre a Cantù stavano concludendo la vendita di cuccioli che tenevano chiusi in una macchina. Sono stati sei gli animali recuperati dagli agenti, tra cui piccoli di bulldog francesi, akita inu e chihuahua sprovvisti di microchip, documentazione sanitaria e passaporto. L’operazione è giunta al termine di una attività investigativa partita circa sei mesi fa dal territorio bresciano, pista che conduceva ad un traffico di animali in uscita dall’Ungheria e in arrivo nella nostra provincia e, come detto, anche a Cantù. Un giro di affari che, secondo una prima stima, era fiorente e destinato ad aumentare con l’avvicinarsi delle festività natalizie. Le povere bestie, illecitamente introdotte nel territorio nazionale, una volta vendute in nero a commercianti senza scrupoli, avrebbero potuto successivamente essere rivendute come nate in Italia e come tali piazzate sul mercato ad un prezzo notevolmente maggiore.
I cuccioli sono stati sottoposti al sequestro penale su volere della Procura di Como, e sono stati poi affidati a custodi che ora provvederanno al loro mantenimento. I due ungheresi sono stati invece denunciati a piede libero con l’ipotesi di reato di «traffico illecito di animali d’affezione». Rischiano ora una pena da tre mesi ad un anno e una multa da 5mila a 15mila euro.
Quella appena riassunta non è la prima vicenda del genere accaduta in provincia di Como. Nel 2010, aveva destato clamore un maxi-sequestro di oltre 100 cuccioli, anche quelli importati dall’Ungheria e finiti in un negozio di Merone. Il titolare di quella attività è ora a processo in Tribunale per rispondere alle accuse di maltrattamento di animali, frode in commercio e anche ricettazione, in quanto non si conosceva l’origine dei passaporti dei cuccioli che tra l’altro – secondo la tesi dell’accusa – non riportavano corrette indicazioni sulla data di nascita.
Purtroppo, di quei 104 cagnolini, 19 morirono di stenti per la condizione ormai compromessa successiva al lungo viaggio dall’Ungheria al Lario. La speranza è che la storia non si ripeta anche con i cuccioli di Cantù.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Gli animali recuperati dagli uomini del corpo forestale dello Stato di Brescia per l’occasione in missione in Brianza
16 Novembre 2013

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