Nuovo sindaco a Cernobbio, finisce l’era di Simona Saladini «Delusa da alcune persone»

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Dopo il voto
«Mi riservo di decidere il mio impegno nel Pdl»

«Dieci anni fa ho vinto mandando a casa la sinistra. Oggi, dopo due mandati, vince di nuovo il centrosinistra. È l’alternanza. È accaduto quasi ovunque, a Como e a livello nazionale». Negare l’amarezza sarebbe una bugia. Comunque lo si guardi, il risultato del voto di Cernobbio, per il sindaco uscente Simona Saladini è una sconfitta.
L’ormai ex primo cittadino, fuori dai giochi dopo 10 anni alla guida del paese, ora non può fare altro che passare il testimone al successore, il medico

Paolo Furgoni.
Pur ammettendo la sconfitta, Simona Saladini non rinuncia a mettere in evidenza qualche numero. «Il nuovo sindaco è stato votato da 1.200 elettori su oltre 6mila – dice – Io avevo avuto 1.700 consensi e mi ripetevano che rappresentavo solo una piccola parte del paese. Avevo vinto con il 37% con un’affluenza alle urne del 70%. Il nuovo sindaco ha ottenuto il 33,5% circa dei voti con solo il 58% di votanti. Non vedo il nostro risultato come una bocciatura. L’astensionismo è stato molto elevato in generale e le motivazioni sono quindi altre».
Il risultato è comunque ben al di sotto delle aspettative. «Non me lo aspettavo – dice il sindaco uscente – Non posso nascondere la delusione, sul fronte del valore che ho sempre dato alle istituzioni, di alcuni comportamenti. Mi riferisco in particolare alla nascita di qualche lista che a mio avviso guarda più a interessi privati che pubblici e soprattutto alla scelta di persone che hanno occupato ruoli importanti nella nostra maggioranza e che ora hanno sostenuto altre liste».
La situazione a livello nazionale, secondo Simona Saladini ha influito molto sulle decisioni dell’elettorato del Pdl. «Il centrodestra ha sempre sostenuto che, per responsabilità, in questo particolare momento c’era bisogno di unirsi al centrosinistra per dare agli italiani le risposte e le riforme indispensabili – sottolinea l’ex sindaco di Cernobbio – Abbiamo fatto questo passaggio in modo responsabile. La sinistra, che aveva maggiori riserve sulla risposta dell’elettorato, è rimasta compatta e nel bene e nel male ha mantenuto i suoi voti. Il nostro elettorato, che ora si aspetta le riforme, ha reagito in modo diverso. Dobbiamo davvero dare ai nostri elettori le risposte che si aspettano, dobbiamo tornare a parlare alla gente di quello che davvero per tutti è la priorità. Non possiamo parlare solo di giustizia».
Una frecciata che è il preludio alla risposta sul suo impegno futuro nel Pdl. «Sto riflettendo per quanto riguarda il partito – dice chiaramente Simona Saladini – Non ho mai visto un vero processo di rinnovamento e mi riservo dunque di decidere il mio eventuale impegno nel Pdl».
L’ex sindaco continuerà però a spendersi per Cernobbio, seppure dall’esterno. «Se Aldo Ferraris (il capogruppo uscente della maggioranza che sosteneva la Saladini e che è stato rieletto in consiglio comunale, ndr) lo vorrà sono pronta a mettere a disposizione la mia esperienza – dice il primo cittadino uscente – Conosco perfettamente la macchina comunale. Credo che un confronto sereno si potrà fare. Lascio un tesoretto di 350mila euro di avanzo di amministrazione e una situazione ottimale. Ho già parlato con il nuovo sindaco, Paolo Furgoni, e mi sono permessa di suggerirgli che Cernobbio ha bisogno di un primo cittadino a tempo pieno».
Simona Saladini si toglie un ultimo sassolino dalla scarpa. «Credo sia giusto il ricambio e dopo 10 anni comunque non mi sarei ricandidata perché l’esperienza è bellissima ma ti assorbe completamente – dice l’ex primo cittadino – Molti però mi hanno chiesto perché mandiamo le persone a Roma senza limiti di tempo mentre i sindaci hanno una scadenza. Sono anomalie fortissime che ci trasciniamo e allontanano ancora di più le persone dalla politica». Per l’immediato futuro, Simona Saladini ha un solo progetto. «Dedicarmi a mio marito e ai miei figli e concedermi una bella vacanza».

Anna Campaniello

Nella foto:
L’ex sindaco di Cernobbio, Simona Saladini, sulla “Lucia” che aveva messo a disposizione quando, nel 2006, sembrava che Brad Pitt e Angelina Jolie stessero per sposarsi sulle rive del Lario

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