Nuovo stadio Sinigaglia, presto l’incontro

altSul tavolo anche i problemi di sicurezza e accessibilità
Sarà nelle prossime settimane l’incontro tra il sindaco di Como, Mario Lucini, e la cordata di imprenditori tedeschi che vuole presentare un progetto di riqualificazione del Sinigaglia. Il discorso sicurezza sarà uno dei temi fondamentali sul tavolo. Anche se la collocazione dello stadio, tra il lago, le case e i monumenti razionalisti, appare un limite difficile da superare.
È vero, anche a Torino la Juventus ha costruito uno stadio sulle ceneri del Delle Alpi. «Però l’accessibilità del Delle

Alpi era già eccellente», spiega Giangerolamo Barzaghi, ex amministratore delegato e presidente del Como, che ha un posto fisso in tribuna allo Juventus Stadium.
«Il Sinigaglia è meraviglioso, ma la sua collocazione non permette interventi per facilitare l’accesso. Non si tratta di un caso isolato, attenzione, lo stesso accade per lo stadio del Monaco a Montecarlo – dice sempre Barzaghi – Durante il mio breve mandato a Como avevo proposto uno stadio vicino allo svincolo dell’autostrada, ma ci fu subito una sollevazione dei tifosi. Sono scelte anche dolorose, ma oggi si devono seguire i modelli Juve e Reggio Emilia. Il Sassuolo ha fatto l’operazione che volevo fare io, con un centro commerciale attorno allo stadio». È il solito gatto che si morde la coda insomma.
Se il Como vuole continuare a giocare nello stadio più caratteristico del mondo si devono sopportare disagi anche gravi. Anche perché le misure di sicurezza adottate per ogni incontro di Legapro sono più o meno le stesse di una partita di Champions League.
La legge italiana, infatti, dal 2001 utilizza modelli internazionali per i campionati professionistici, pur ammettendo nel rapporto redatto lo scorso 28 ottobre per la “Giornata di studio” dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive (che fa parte del ministero dell’Interno) le differenze profonde nella qualità degli impianti.
La Lega Pro, il campionato del Como, a differenza di serie A e B ha fatto registrare un calo di feriti sia tra i tifosi sia tra le forze dell’ordine nel campionato 2013-14 rispetto al precedente. Immutato il numero degli steward feriti, solo uno. Sono diminuiti pure denunciati e arrestati.
Strutture come il Sinigaglia non aiutano però a salvaguardare la sicurezza, visto che i Daspo emessi dalla Questura sono stati 12 (contro i 5 del precedente campionato).
Il ministero dell’Interno ha avviato, nel dicembre del 2013, anche una Task force per accrescere la sicurezza negli stadi e fare tornare le famiglie sugli spalti. Si punta sulla facilità d’acquisto dei biglietti (esclusi gli scontri a rischio), su agevolazioni agli under 16 e agli over 60, pacchetti promozionali e benefit alle famiglie.
I settori dello stadio devono diventare più piccoli, si devono abbattere le barriere e privilegiare il comfort del tifoso. Se però una squadra gioca dentro un monumento nazionale, questi adempimenti diventano per forza impegnativi e in salita.

Paolo Annoni

Nella foto:
Lo stadio Sinigaglia di Como, realizzato negli anni Trenta, è un monumento razionalista apprezzato in tutto il mondo (Fkd)

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