Obbligo del green pass, polemiche tra i docenti

Il Chiostro dell'Università dell'Insubria

Docenti e membri del personale universitario che si oppongono all’obbligatorietà del Green Pass.
È partita una raccolta firme, nel mondo degli atenei italiani, che sta raccogliendo numerosi consensi, anche tra personaggi illustri come lo storico Alessandro Barbero che – intervenendo in un incontro della Fiom Cgil ha citato la Divina Commedia, affermando che Dante avrebbe messo i nostri politici nel girone degli ipocriti. L’appello è stato pubblicato il 3 settembre e scrive di una «ingiusta e illegittima discriminazione introdotta ai danni di una minoranza». «La “tessera verde” – si legge ancora – suddivide la società italiana in cittadini di serie A, che continuano a godere dei propri diritti, e cittadini di serie B, che vedono invece compressi quei diritti fondamentali garantiti loro dalla Costituzione (eguaglianza, libertà personale, lavoro, studio, libertà di associazione, libertà di circolazione, libertà di opinione)».
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge, affermano i docenti firmatari tra cui anche molti vaccinati.
Resta da capire cosa accadrà anche all’Università dell’Insubria, il cui rettore, Angelo Tagliabue, a fine agosto ha scritto una lettera aperta a docenti e studenti facendo appello al senso di responsabilità di ciascuno. «Tutti dobbiamo essere in possesso della certificazione verde – ha avvertito il rettore – La priorità è garantire a tutti un’esperienza di vita universitaria di qualità e in sicurezza».

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