Occhio elettronico in città. Residenti contro automobilisti

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Via Milano – Il caso
Molto negativi i commenti degli esercenti di bar e altri negozi

Anche ieri mattina il vigile elettronico di via Milano Alta, attivo dal primo maggio, ha mietuto le sue vittime. Ancora molti automobilisti sono transitati da questa via, ignari del divieto di accesso dalle 7 alle 9 e, soprattutto, inconsapevoli del fatto che presto verrà loro recapitata una contravvenzione che ammonta a 41 euro.
Tuttavia, c’è ancora chi, come Emanuele Cortellezi, afferma stupito «di essere totalmente all’oscuro di questo divieto» e assicura di voler andare a informarsi

al più presto perché «passo di qui tutti i giovedì e non vorrei prendere una multa alla settimana».
Proprio nei pressi del semaforo all’incrocio di Via Milano con viale Giulio Cesare, il titolare del “Bar Davide”, Sebastiano Cavallaro, mette in evidenza anche la mancanza di spazi per la sosta e conferma dispiaciuto «il calo dei passaggi in questo ultimo periodo, perché tanti clienti prima si fermavano per prendere un caffè al volo, cosa che adesso non possono più fare».
Sono i commercianti più mattinieri, come la dipendente del panificio Beretta Maria Antonacci, che hanno più di altri accusato il colpo del provvedimento perché, come dice la stessa Antonacci, «il passaggio principale del mattino è molto calato».
E poiché la strada rimane chiusa anche nei giorni festivi, la dipendente del panificio teme preoccupata che «la gente pensi che sia chiuso tutto il giorno». Anche la fornaia, nativa del quartiere, pensa che la misura adottata non «sia la soluzione migliore, poiché il traffico comunque si crea in altre zone».
Alla base della scelta del Comune c’è pure la volontà di incentivare la sosta all’autosilo della Valmulini e l’utilizzo dei mezzi pubblici. Ma, controbatte ancora la panettiera, «se una persona ha un’urgenza, non si può certo arrampicare fino all’autosilo per prendere la macchina».
Di diverso parere sono i residenti della zona, che dicono di trarre molti benefici da questa disposizione del Comune e un giovane residente a bordo della sua auto, Massimo Trocchia, propone persino «la chiusura della strada fino a mezzogiorno, così da ridurre il fastidio procurato dal rumore delle auto in transito». Pochi minuti prima delle 9, però, la macchina con a bordo Pietro Cipolla passa sotto l’occhio elettronico e il conducente ammette «di non sapere niente e – conclude incattivito – così non risolveranno alcunché». Intanto, però, le casse del Comune si riempiono.
Pierluigi Corti, che ammira con soddisfazione la quasi totale assenza di veicoli sulla strada, calca ancora di più la mano e dichiara: «Sarei felicissimo se chiudessero la via tutto il giorno». Alla notizia di quanto Palazzo Cernezzi abbia già virtualmente incassato in queste due settimane (circa 50mila euro) sorride: «Questo è un altro dato positivo per l’amministrazione».
Dotato di autorizzazione al transito, Pierluigi Corti ammette di muoversi «comunque in bicicletta, per non rischiare la multa». È, tuttavia speranza comune dei residenti e degli automobilisti che il ricavato delle sanzioni venga investito dall’amministrazione comunale nella riqualificazione del manto stradale che in questa zona, come in altre, è molto ammalorato. Ci sono poi alcuni commercianti ai quali la chiusura temporanea della strada non crea eccessivi problemi. Ad esempio Martino Brumana, titolare dell’omonima merceria, il quale confessa di aprire il negozio «alle 9, motivo per cui il divieto non mi tocca più di tanto, diversamente dai miei colleghi che lavorano nei bar». Il commerciante dice di essere comunque «solidale con i colleghi, che rischiano di perdere la loro clientela perché quelle 2 ore al mattino per un barista sono le più affollate». Le condizioni della città e delle sue strade peggiorano sempre di più e come confessa, rattristato, il comasco di origine abruzzese Antonio Miccoli «negli anni Como è molto cambiata» e circa il divieto e la cartellonistica stradale considerate insufficienti, suggerisce di «aumentare la segnaletica per coloro che devono proseguire verso il lago».
Agli automobilisti spetta di stare più attenti ai cartelli stradali se non vogliono vedersi recapitare una multa e a quelli più furbi, che transitano in via Milano in barba al divieto, basta sapere che il vigile elettronico dalle 7 alle 9 è già sveglio e funzionante.

Giorgia Amarotti

Nella foto:
L’occhio elettronico di via Milano Alta ha distribuito multe a pioggia nei primi giorni del suo funzionamento (foto Mv)

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