Cronaca

Occupate aree private: 25 giovani indagati

alt La Procura contesta «l’invasione arbitraria» di terreni e edifici. Coinvolto il “Collettivo dintorni reattivi”
Ragazzi nei guai dopo le azioni di luglio e settembre tra Rebbio e Camerlata

Venticinque giovani di età compresa tra i 19 e i 35 anni, sono stati iscritti sul registro degli indagati della procura di Como con l’accusa di aver occupato immobili appartenenti a dei privati, per la precisione ad una immobiliare e a una Spa, collocati in via del Lavoro e in via Magni. La sigla sotto cui i giovani in questione – o comunque gran parte di essi – sono diventati noti in città, è quella di “Collettivo dintorni reattivi” recentemente in azione anche in via Napoleona con l’occupazione

dello stabile nei pressi di piazza Camerlata che si è protratta per quattro giorni. Secondo la tesi del pubblico ministero che in queste ore ha chiuso le indagini notificando l’avviso alle parti, in due differenti casi i ragazzi «in concorso tra loro» sarebbero entrati «arbitrariamente al fine di occupare» gli stabili prima in via Magni (il 25 luglio 2013), poi tra il 7 e l’8 di settembre (nei giorni in cui si stava svolgendo il Workshop Ambrosetti a Cernobbio) in via del Lavoro a Camerlata. In via Magni (a Rebbio) la Digos di Como intervenne direttamente sul posto identificando 13 persone. Ma nel fascicolo della procura sarebbero confluiti anche filmati e fotografie che avrebbero permesso di allargare il cerchio agli attuale 25 indagati. In un primo momento la vicenda aveva finito con il coinvolgere una trentina di ragazzi, numero che poi è sceso appunto a 25. E sempre in un primo momento l’accusa aveva indagato anche sull’ipotesi di reato di danneggiamento per cui è invece stata chiesta l’archiviazione. Rimane in piedi, invece, l’articolo 633 del codice penale, ovvero «l’invasione di terreno o edifici» commessa da chiunque «invade arbitrariamente terreni o edifici altrui al fine di occuparli». Un reato punito con pene fino ai 2 anni.
I ragazzi, come detto, hanno tutti una età compresa tra i 19 anni e i 35, e arrivano da un po’ tutta la provincia: Como, Fino Mornasco, Cassina Rizzardi, Grandate, Tavernerio, Lurate Caccivio, Bulgarograsso, Cavallasca, Cassina Rizzardi, Lipomo, Faloppio, Maslianico, Cernobbio, Uggiate Trevano e Cermenate, ma anche da Castellanza e da Busto Arsizio in provincia di Varese. Il senso della loro attività politica era stato riassunto da alcuni striscioni esposti allora come del resto la scorsa settimana in via Napoleona.
Drappi riportanti la scritta “Como prende spazi” che fa riferimento alla volontà di rivendicare spazi a disposizione dei giovani in città dove poter fare concerti ed eventi. Motivo per cui di mira sono state prese aree dismesse o non utilizzate da essere occupate e utilizzate. Tanto che, in una occasione, all’arrivo delle forze dell’ordine era in corso un concerto. Una iniziativa che va però contro il codice penale che ora chiamerà i 25 giovani a rispondere del reato a loro ascritto dalla procura cittadina.
L’accusa ha appena notificato le contestazioni alle parti che ora avranno tre settimane di tempo per scegliere – con i rispettivi avvocati – come comportarsi. In attesa di vedere la piega che prenderà l’altra e recente occupazione di via Napoleona.

M.Pv.

Nella foto:
Lo stabile preso di mira la scorsa settimana lungo la via Napoleona
6 Nov 2013

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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