Occupazione ai livelli del 2008. La grande crisi sembra lontana

La metalmeccanica in crisi

Ritorno al futuro. Dieci anni dopo l’inizio della grande crisi, la Lombardia tocca di nuovo i suoi massimi livelli di occupazione, recuperando così in pieno il suo ruolo di motore dell’economia nazionale.
In questo quadro, Como si ritaglia uno spazio positivo, anche se la situazione dei comparti produttivi lariani non è tuttora paragonabile a quella del 2008.
Certo è che dall’inizio della crisi, la Lombardia è finalmente per la prima volta tornata ai numeri di dieci anni fa, con un incremento degli occupati in età lavorativa pari al 3% (+127mila unità). Un dato molto significativo se si pensa che, in media, nelle regioni del Nord la crescita degli occupati è stata più contenuta (+0,7%, pari +82mila unità), mentre l’occupazione dell’Italia nel complesso non ha ancora recuperato i valori pre-crisi (nel 2018 si registra infatti ancora una flessione del numero totale degli occupati pari allo 0,5%, vale a dire -113mila unità).
Le cifre sono contenute in una ricerca curata dall’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro e intitolata La crescita del mercato del lavoro in Lombardia .
Secondo gli autori dello studio, «alla crescita del 3% del numero degli occupati in Lombardia dal 2008 al 2018 contribuisce quasi per intero la componente femminile, con un aumento del 5,9% (+105mila unità) che si somma a quello più contenuto degli occupati maschi (+0,9%, pari a 22mila unità)».
In provincia di Como, il tasso di occupazione (ovvero la percentuale di persone tra i 15 e i 64 anni con un lavoro) è stato nel 2018 pari al 66,7%, identico a quello del 2008. Da notare che soltanto nell’ultimo anno della rilevazione Como è tornata a spingere sul fronte dell’occupazione. Nel 2017 infatti il tasso era ancora fermo al 64,8%, simile a quelli registrati nel 2009 (64,4%) e nel 2010 (64,7%) e addirittura inferiore a quello del 2011 (65,5%), l’anno giudicato come il peggiore dagli analisti.
Due altri fattori testimoniano il rilancio dell’occupazione sul Lario: la riduzione delle ore di cassa integrazione e la variazione del Prodotto interno lordo della provincia.
Nel primo caso, Como è tornata ai livelli pre-crisi con 3 milioni di ore autorizzate (contro i 26 del 2009, i 30 del 2010 e i 21 del 2011 e del 2012). Un calo, nel decennio, stimato poco al di sotto del 90%, in linea con la media di tutta la Lombardia (88,6%).
Nel secondo caso, tra il 2008 e il 2016 Como ha fatto segnare una crescita del 2,1%, ed è questo il dato in chiaroscuro, essendo rimasta la provincia lariana lontanissima dalle percentuali raggiunte da molte altre realtà regionali – da Milano (+11,4%) a Mantova (+9,4%) a Monza (+7,5%) – e molto distante anche dalla media lombarda (+6,7%).

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