Occupazione sul Lario in aumento: è merito delle donne
Economia

Occupazione sul Lario in aumento: è merito delle donne

Cresce l’occupazione sul Lario, ma è solo merito della forza lavoro al femminile, mentre dall’economia proseguono i segnali di incertezza con alcuni saldi negativi o comunque in peggioramento, ad eccezione del commercio che continua a trainare.
Questo in estrema sintesi il rapporto presentato ieri dalla Camera di Commercio di Como che si basa per quanto riguarda il mercato del lavoro (anno 2016) sulla rilevazione continua dell’Istat e per la congiuntura sull’indagine di Regione Lombardia, Unioncamere e Confindustria nel quarto trimestre 2016.
I dati sul mercato del lavoro in provincia di Como confermano i segnali di incertezza. Nel 2016 l’occupazione è aumentata e la disoccupazione si è ridotta, ma esclusivamente grazie al buon andamento della componente femminile, mentre è ancora particolarmente critica la situazione per gli uomini.
I dati più recenti sui flussi mostrano saldi dell’occupazione e prospettive ancora negative. Viene confermato inoltre l’aumento del ricorso alla cassa integrazione, in controtendenza con la riduzione media regionale.
In provincia di Como, l’Istat ha rilevato nel 2016 un tasso di occupazione pari al 65,8%, un valore ancora inferiore al 66,2% regionale nonostante l’aumento del +1,1% registrato rispetto al 2015.
Dicevamo di una disparità tra i sessi, che vede in questo caso gli uomini con un tasso di occupazione che si riduce su base annua di -0,4% e si attesta al 73,6% (74,3% il dato regionale). Aumenta del +2,7% invece il tasso di occupazione femminile che sale al 58% perfettamente in linea con il risultato regionale (58,1%).
Il numero medio di occupati nel 2016 è stato pari a circa 258 mila unità, registrando uno dei più significativi aumenti a livello regionale (+2,2% contro una crescita di +1,7% su scala lombarda).
L’aumento dell’occupazione, lo ripetiamo, è totalmente ascrivibile alla componente femminile che cresce del 5,1% (+1,7% regionale), mentre l’occupazione maschile è stabile (+1,7% regionale).
Alla crescita dei posti di lavoro si associa il contestuale calo del tasso di disoccupazione, che nel 2016 si attesta al 7,4%, un valore in linea con la media regionale. Il numero di disoccupati scende a 21 mila unità, -3,3% rispetto al 2015 (-4,9% medio regionale). Diminuiscono naturalmente anche le donne disoccupate (-17,4% contro +0,2% regionale), mentre si confermano le difficoltà per la componente maschile che registra un marcato aumento del numero di disoccupati (+13,3% contro -9,7% in regione Lombardia).
«L’aumento della disoccupazione per gli uomini – si legge sempre nel rapporto della Camera di Commercio – deve però essere letta anche alla luce dell’aumento del tasso di attività che cresce di +0,4% e si attesta al 79,4%, un valore in linea con la media lombarda. Anche le donne registrano una maggior partecipazione al lavoro con un tasso di attività in aumento del +1,7% che si attesta al 63% (63,6% regionale)».
Preoccupante la quota delle persone scoraggiate che non cercano più un lavoro, in aumento del +0,6% (in controtendenza rispetto alla diminuzione regionale del -1,3%) ed è ora pari al 9,9%, in linea con la media regionale (9,7%). Si riduce invece del -2% su base annua il tasso di mancata partecipazione femminile della provincia di Como, che nel 2016 scende al 16,1%, pur rimanendo al di sopra del 15,5% lombardo.
Saldi negativi e in peggioramento in tutti i comparti ad eccezione del commercio nell’indagine di Regione Lombardia, Unioncamere e Confindustria sull’ultimo trimestre del 2016. Anche il ricorso alla cassa integrazione evidenzia una situazione ancora critica. Le ore autorizzate sono in aumento del +25,4%, in controtendenza rispetto al -42,8% regionale, salgono la straordinaria (+91,6%) e quella in deroga (+111,3%) per 1,7 milioni di ore autorizzate.
Il settore meccanico, il tessile e il legno sono quelli che registrano gli aumenti di provvedimenti autorizzati più consistenti.
Il numero complessivo di lavoratori in mobilità nel 2016 è stato di 912.
Data l’incertezza delle prospettive future legata alla debolezza della ripresa e ai possibili effetti dei cambiamenti geo-politici avvenuti nel 2016, le prospettive degli imprenditori circa l’occupazione rimangono negative in tutti i comparti, sebbene in miglioramento nel manifatturiero.

1 Aprile 2017

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