“Occupiamoci del teatro”, maratona di eventi online

Como, Teatro Sociale

Sabato 27 marzo le compagnie comasche si raccontano sul web per l’iniziativa della sezione comasca del Coordinamento Spettacolo Lombardia

Dal lontano 1962, ogni anno, il 27 marzo, si celebra la “Giornata mondiale del teatro”.
Quest’anno, però, c’è ben poco da festeggiare: i teatri sono chiusi, lo spettacolo e la cultura sono fra i settori più colpiti dalla pandemia. Centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori del settore stanno vivendo una situazione drammatica. E dopo un anno di chiusura e false ripartenze nel breve periodo estivo, l’ipotesi di una reale ripresa delle attività resta ancora un’utopia.
Per questo, la sezione di Como del Coordinamento Spettacolo Lombardia ha organizzato, per l’intera giornata di domani, l’evento “Occupiamoci del teatro”, una maratona di interventi online a cui parteciperanno numerose realtà teatrali, maestranze e singoli artisti del mondo dello spettacolo dal vivo di Como e provincia.
Seguendo una scaletta prestabilita, ogni realtà coinvolta lancerà un breve intervento “occupando il proprio teatro / occupandosi del teatro” e raccontando quest’anno di fermo attività, portando la propria testimonianza e facendosi portavoce delle istanze della categoria. Ci si occuperà del teatro qualsiasi sia la sua declinazione: prosa, musica, danza, teatro di figura, teatro per ragazzi, laboratori, spazi di pensiero e azione.
Gli appelli saranno divulgati tramite dirette su Facebook dalle pagine di tutte le realtà coinvolte a partire dalle 9 del mattino per l’intera durata dell’evento.
Aderiscono all’iniziativa: Allincirco, Auriga Teatro, Associazione Luminanda, BeBop, Equivochi, Fata Morgana, Five Quarters, Gaidaros Teatro, Il Giardino delle Ore, Ivano Rota, Joshua Blues Club, Piccolo Teatro Quotidiano, TeatroGruppo Popolare, Teatro in Centro – La Lucernetta, Teatro San Teodoro di Cantù, Teatro Sociale Como, Teatranti Uniti Como e provincia e Valentina Rinaldi.
«Invitiamo tutte e tutti a partecipare alla maratona di sabato – è l’appello degli organizzatori – citando le sagge parole di Italo Calvino: “L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”».

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