“Ocean’s Eleven” lungo il confine: un tir aspettava a Como il bottino da 50 milioni

Il buco tra Ronago e la Svizzera da dove la banda voleva scappare Il buco tra Ronago e la Svizzera da dove la banda voleva scappare

Si ispiravano alla banda di “Ocean’s Eleven”, film di cui spesso parlavano e che era citato nelle intercettazioni. Proprio come nella pellicola con George Clooney e Brad Pitt, avevano investito soldi – spendendo 40 mila euro – per una apposita apparecchiatura in grado di utilizzare impulsi potenti e sufficienti per mettere fuori uso i sistemi di allarme.

In questo caso, rispetto al film, nel mirino non erano finiti gli hotel di Las Vegas ma una ditta di Chiasso attiva nel trasporto di valori. Un assalto che nelle intenzioni avrebbe dovuto fruttare un bottino da 50 milioni di euro ma che invece ha portato all’arresto di dieci persone originarie della Puglia, tra Cerignola e Foggia.

L’operazione, di cui abbiamo dato conto ieri, è andata in scena a cavallo del confine, tra Chiasso – dove le forze di polizia elvetiche hanno arrestato cinque persone – Abbiategrasso dove la banda aveva la base operativa in un Bed & Breakfast (qui sono avvenuti altri cinque arresti dei malviventi in fuga) e Como. Nella nostra città era stato parcheggiato – ed era pronto all’uso – un tir con a bordo due persone note alle forze dell’ordine le cui posizioni sono ora al vaglio.

Secondo il piano la banda avrebbe dovuto scappare da un buco aperto nella ramina (la rete che divide l’Italia dalla Svizzera) aperto in quel di Ronago. Le forse di polizia sono però arrivate prima. In azione i carabinieri della Compagnia di Cerignola, della Compagnia di Abbiategrasso e di Como, la Polizia Cantonale, le Guardie di Confine e la polizia comunale di Chiasso.

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