Oggi al Bassone l’interrogatorio di fronte al giudice

L'arma del delitto

È entrato nel carcere del Bassone nella serata di martedì, per poi essere portato in isolamento.
Mahmoudi Ridha, tunisino di 53 anni che dormiva su una branda di Sant’Orsola, è accusato dell’omicidio volontario di don Roberto Malgesini, 51 anni, prete originario della Valtellina che da anni si occupava degli ultimi della città di Como, portando loro le colazioni e aiutandoli in ogni modo. Tra di loro c’era da tempo anche quello che è poi diventato il suo assassino. Don Roberto aveva in passato portato la sua parola e il suo conforto anche ai detenuti del carcere del Bassone di Albate, dove ancora oggi era amato da buona parte della popolazione della casa circondariale. Motivo per cui la presenza del 53enne tunisino richiederà un controllo particolare.
La prima notte di Ridha sarebbe trascorsa senza particolari problematiche, con l’arrestato che non avrebbe né pianto né fatto altro, evidenziando – almeno all’apparenza – una sostanziale indifferenza per quanto accaduto.
Oggi intanto l’uomo verrà sentito dal giudice delle indagini preliminari di Como, la dottoressa Laura De Gregorio, che ha fissato per questa mattina l’interrogatorio di convalida.
L’arrestato – che non ha inteso nominare un legale di fiducia – sarà assistito da Davide Giudici, avvocato d’ufficio del foro di Como. Mahmoudi Ridha potrà scegliere se rispondere o meno alle domande del magistrato, eventualmente avvalendosi della facoltà di non rispondere.
Possibile anche che la difesa avanzi al giudice una istanza di perizia psichiatrica. Al momento, tuttavia, non esiste nessuna certificazione che attesti una eventuale incapacità dell’indagato di intendere e di volere.

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