Ogni anno la cultura a Como genera oltre 800 milioni di euro. Ma in Italia arretriamo di 4 posizioni e i musei languono

Casa del Fascio

Un mito da sfatare è che con la cultura non si mangi ossia che il settore, anche in caso di grandi eventi, non generi sufficiente flusso economico a giustificare il proprio mantenimento.
Un contributo di chiarezza, numeri alla mano, lo ha dato il report dell’ufficio “Studi e statistica” della Camera di Commercio di Como e Lecco relativo al “Sistema produttivo culturale e creativo dell’area lariana”.
Obiettivo è identificare i numeri della filiera culturale chiamata “made in Lario” in cui operano cinema, case editrici, musicisti, musei e ogni attività che comporti creatività, artigianato compreso. Il peso del “sistema produttivo culturale e creativo” è stato misurato in termini di valore aggiunto prodotto (ossia la differenza tra il valore finale dei beni e servizi prodotti e il valore dei beni e servizi acquistati per essere impiegati nel processo produttivo), occupazione e numero di imprese. L’elaborazione è riferita al 2018 su dati di Unioncamere e Fondazione Symbola.
Le due province
Nella classifica italiana del valore aggiunto “culturale” sul totale provinciale, il territorio lariano (ossia Como e Lecco rappresentate dalla Camera di Commercio unificata) occupa la 32ª posizione, con un’incidenza del 5,1% (in valori assoluti si tratta di quasi 1,3 miliardi di euro).
I dati comaschi
Il territorio comasco si è piazzato al 31° posto, con una quota del 5,2% sul totale provinciale (generiamo 810 milioni di euro di valore aggiunto, in crescita rispetto ai 791 milioni dell’anno precedente). Si conferma la terza posizione regionale, dietro a Milano e a Monza e Brianza; c’è però stato un arretramento rispetto al 27° posto del 2017. Lecco è al 38° posto nazionale (contro il 39° del 2017) e al sesto regionale, con una quota di valore aggiunto da ascrivere all’industria culturale e creativa pari al 5% (oltre 472 milioni di euro).
«Nelle graduatorie per incidenza del valore aggiunto per settori, il territorio lariano occupa – dice il rapporto – posizioni di primo piano nell’architettura, nel design e nell’editoria e stampa (rispettivamente 5°, 6° e 17° posto in Italia. Poco performanti i risultati da ascrivere al patrimonio artistico, a cinema, radio e televisione e alle “performing art” (83esima, 68esima e 66esima posizione). Gli stessi punti di forza e di debolezza emergono considerando le due aree provinciali. Como spicca per il design (4° posto in Italia), l’architettura (8° posto), l’editoria (10°)».
«Risultano da sviluppare – prosegue il rapporto – soprattutto le attività relative al patrimonio storico ed artistico, a videogiochi e software (rispettivamente 72° posto e 66° posto)».
Mentre il Lecchese evidenzia buoni posizionamenti per l’architettura (2° posto assoluto) e il design (12°). Basso il ranking relativo a performing art e arti visive (82° posto), cinema, radio e tv (89°), patrimonio storico e artistico (96°) e musica (98°).
Le persone
Per quanto riguarda l’area lariana, nell’intero sistema produttivo culturale e creativo sono impiegati circa 23mila addetti, pari al 6% della forza lavoro complessiva (al terzo posto in Lombardia, dopo Milano e Monza e Brianza, per quota di addetti del settore, e al 27° della classifica italiana).
Como occupa circa 15mila addetti (il 6,1% del totale provinciale) e Lecco circa 8mila (5,7%): rispettivamente 23ª e 32ª posizione nazionale. Rispetto al 2017, gli addetti lecchesi sono cresciuti dell’1,4%; viceversa, quelli comaschi sono diminuiti dello 0,4%.
Guardando ai sotto-settori, il territorio lariano si posiziona nella parte alta della classifica nazionale per design, architettura, editoria e stampa (rispettivamente 6°, 7° e 12° posto). In particolare, Lecco si piazza al 2° posto nazionale e Como al 9° nell’architettura e, rispettivamente, al 12° e al 3° posto nel design. Como occupa la 5ª posizione e Lecco la 31ª per quanto riguarda stampa e editoria. Per numero di imprese registrate, Lecco e Como si piazzano al settimo e all’ottavo posto nella graduatoria nazionale, con un’incidenza rispettivamente del 5,9% e del 5,8% sul totale delle attività economiche provinciali. Di conseguenza, l’area lariana è nella “top ten” (ottava posizione, con il 5,8%).
Il turismo
E la tanto sbandierata ricaduta sul turismo ossia l’indotto? A Como si stima che la spesa turistica legata alla cultura sia il 55,6% del totale provinciale, 12° posto della graduatoria nazionale. Il territorio lecchese, con il 52,4%, si trova al 16° posto.
Tra poco, come ha promesso Palazzo Cernezzi, usciranno le statistiche relative ai musei civici di Como per il 2019, notoriamente carenti di pubblico. Il tema sarà così di nuovo al centro del dibattito.

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