Olimpiadi 2024: Como e Cantù nel progetto con i loro palazzetti

Nuovo palazzetto di Cantù, progetto rendering Un rendering del nuovo palazzetto dello sport di Cantù

«Anche la provincia di Como potrebbe essere coinvolta nel progetto delle Olimpiadi del 2024». Parole autorevoli, visto che sono di Pierluigi Marzorati, presidente del Coni lombardo, su una questione su cui si sta cominciando a ragionare. L’annuncio è di pochi giorni fa ed è stato fatto direttamente dal presidente del consiglio Matteo Renzi: l’Italia manderà avanti la sua candidatura per ospitare il più importante evento sportivo. Una situazione e una programmazione in fase embrionale, ma allo stesso tempo è pur vero che si deve iniziare a ragionare su quella che potrebbe essere l’organizzazione.
L’idea di base è che le Olimpiadi non saranno affidate a una sola città, ma ad un intero Paese. E l’Italia avanzerà globalmente la sua candidatura per il 2024.
Quindi nel discorso entreranno anche la Lombardia, Milano e di riflesso anche le altre province della Regione, Como compresa.
Marzorati – raggiunto a pochi minuti dalla cerimonia di laurea in Architettura del figlio Francesco, già giocatore nel vivaio del Como – affronta volentieri l’argomento.
«La mia idea – afferma – è che la candidatura alle Olimpiadi possa essere un volano per dare una sferzata alla costruzione o sistemazione di impianti su tutto il territorio della Regione. Anche se non ci sarà l’assegnazione dei Giochi all’Italia, sono convinto che a prescindere si potrà fare lo stesso qualcosa di importante».
Il presidente del Coni regionale, e storico capitano della Pallacanestro Cantù, ragiona prima di tutto su Milano. «Nel capoluogo servono un nuovo palazzetto dello sport da 12-15mila posti e un velodromo. Per il discorso Olimpiadi possono avere rilevanza gli stadi: parlo al plurale perché oltre a San Siro si sta parlando del nuovo impianto che intende realizzare il Milan. E poi, per gli sport acquatici, è utilizzabile l’Idroscalo».
A cascata il discorso passa sulla provincia di Como. Pierluigi Marzorati spiega: «Sicuramente una manifestazione come l’Olimpiade richiederà uno sforzo da parte di tutto il territorio e quindi anche di quello comasco». L’ex azzurro di basket va nello specifico: «Attraverso questa candidatura si potrebbe arrivare alla costruzione dei due palazzetti che ora mancano, e mi riferisco a Cantù e Muggiò. Immaginiamo che a Milano venga assegnato il torneo di basket o di volley. È normale immaginare che alcune partite possano essere disputate in questi palazzetti». I Giochi, dunque, come opportunità per costruire dove finora per vari motivi, non si è fatto nulla. Una occasione per sbloccare la situazione sia nel capoluogo sia a Cantù.
Non va poi dimenticato il fatto che altri impianti potrebbe essere utilizzati per test e allenamenti. «Posso citare il nuovo centro remiero di Eupilio, sul Lago di Pusiano – aggiunge Marzorati – che è una eccellenza ed è già utilizzato per gli allenamenti della Nazionale».
Premesso che, in caso di assegnazione, bisognerà poi vedere come saranno distribuiti gli sport, potrebbero anche tornare utili per qualche allenamento lo stadio Sinigaglia – ai Mondiali del 1990 di calcio veniva per esempio utilizzato dalla Cecoslovacchia – o il rinnovato centro sportivo del Lambrone a Erba (dove, sempre nel 1990, si allenavano lontani da sguardi indiscreti gli arbitri che dirigevano le partite che venivano disputate nel Nord Italia».
Peraltro gli impianti comaschi erano già entrati nel progetto di “Milano 2000”, una candidatura per le Olimpiadi poi saltata allo scoppiare di Tangentopoli. Nel dossier dell’epoca era previsto anche un coinvolgimento del territorio comasco: tra le sedi previste – per sfide di volley e basket – e citate nel dossier, ancora il palazzetto dello sport di Cantù. Il progetto prevedeva poi il Lago di Como come riferimento per gli allenamenti per le gare di vela e di altre discipline legate all’acqua. Lo stadio Sinigaglia era stato invece segnalato per la disputa di qualche incontro del torneo di calcio.
Massimo Moscardi

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