Oltre 44 milioni, sono i soldi che gli immigrati sul Lario mandano in Patria

Coda davanti all'ufficio stranieri della Questura di Como

In forte aumento le rimesse degli immigrati che vivono in riva al Lario. Secondo i dati della Banca d’Italia elaborati dalla Fondazione Leone Moressa, il flusso di denaro inviato dagli stranieri residenti in provincia di Como verso i loro Paesi di origine è cresciuto del 16,6% nel 2018 rispetto all’anno precedente. Incremento che sale al 18,2% se si prende come riferimento il 2012.

L’ammontare complessivo delle rimesse dal Lario al resto del mondo è stato pari a 44,62 milioni di euro nel 2018, cifra che costituisce il 3,1% del totale delle rimesse inviate dagli immigrati della Lombardia (1.460 milioni di euro). Metà delle rimesse provengono dalla provincia di Milano (oltre 741 milioni), seguita da Brescia (183 milioni) e Bergamo (135). Varese è a quota 77,45 milioni, con un incremento del 21,4%, mentre Lecco si ferma a 29,21 milioni (+12,7%).

A livello nazionale, sempre secondo la Fondazione Leone Moressa di Mestre, «dopo il crollo del 2013 e alcuni anni di sostanziale stabilizzazione, nell’ultimo anno il volume di rimesse ha registrato un improvviso aumento (+20,7%), raggiungendo quota 6,2 miliardi di euro (0,35% del Pil)».

Il primo Paese di destinazione delle rimesse è il Bangladesh, nel 2018 per la prima volta al vertice della classifica nazionale con un totale di 730 milioni di euro (+35,7%), seguito da Romania (718 milioni, +0,3%) e Filippine (451 milioni, +37%).

Secondo Michele Furlan, presidente della Fondazione Leone Moressa, «le rimesse si prestano a varie letture. Da un lato, evidenziano la disponibilità finanziaria degli immigrati, legata alla ripresa economica. Dall’altro lato sono mancati consumi e investimenti in loco, in Italia. Una maggiore integrazione, dunque, dovrebbe portare ad un minor legame col Paese d’origine».

Per quanto riguarda il Lario, all’inizio del 2018 gli stranieri residenti in provincia di Como erano 48.238 su un totale di 599.301 abitanti (pari all’8%). I gruppi più numerosi sono rappresentati da romeni (6.579 persone), marocchini (4.666) e albanesi (3.850).

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