Oltre cinque secoli di storia e quattro grandi monumenti

La mappa dell’area

Oltre cinquecento anni di storia di Como in un fazzoletto di circa cento metri per lato. Tra piazza Verdi e piazza del Popolo trovano posto quattro gioielli della città, a livello architettonico (anche se in un caso in pessimo stato di conservazione) e turistico. La prima immagine è per il Duomo di Como. La nascita della cattedrale viene per consuetudine indicata nel 1396, ossia con la decisione di sostituire la chiesa romanica di Santa Maria, cattedrale dal 1015, ormai troppo piccola e fatiscente

anche a causa delle esondazioni del lago. La storia dell’edificazione del Duomo di Como si chiude in realtà soltanto nel 1734 con la realizzazione della cupola rinascimentale su progetto di Filippo Juvara. Nella chiesa sono presenti però diversi stili, con la facciata gotica e il Barocco di alcune decorazioni.
Le edicole di Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane, dei fratelli Giacomo e Tommaso Rodari, sono del 1498. Il progetto dell’abside, firmata da Cristoforo Solari, è del 1519.
È del XV secolo invece la Torre Pantera, il “monumento da salvare” dell’area. Il torrione all’imbocco di via Rodari è ciò che resta del Palazzo Pantera, famiglia alleata dei potentissimi Rusconi nelle lotte tra fazioni cittadine. Il palazzo fu demolito sul finire dell’Ottocento per dare spazio ai monumenti della piazza quando si abolì la cinta daziaria. Palazzo Pantera sorgeva dove sono gli attuali giardinetti e insieme con la torre fu costruito da Antonio Pantera nel 1400, come scrisse lo storico Benedetto Giovio. Il complesso, nel XVII secolo fu dimora del noto ammiraglio della flotta pontificia Pantero Pantera che qui tenne la sua raccolta di testi nautici e geografici e i suoi importantissimi studi di navigazione.
Ha duecento anni tondi tondi, invece, il Teatro Sociale. I lavori iniziarono due anni prima su un progetto dell’architetto Giuseppe Cusi. La sera del 28 agosto 1813 si alzò per la prima volta il sipario del Teatro Sociale di Como.
Diversi gli interventi successivi e i restauri. Nel 1855, vi fu l’ampliamento del teatro con l’aggiunta di 38 palchi.
Ha meno di cento anni, invece, la Casa del Fascio, gioiello razionalista progettato da Giuseppe Terragni nel 1932 e terminato nel 1936. L’edificio ha la forma di un grande parallelepipedo formato da superfici di geometria pura. In origine, l’interno e l’esterno erano decorati da pannelli in cemento colorati con soggetti astratti di Mario Radice e Manlio Rho oggi perduti. Dal 1957 è sede del comando provinciale di Como della guardia di finanza.

P.An.

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