Oltre i trentacinque giorni di smog saremo meno sani, non fuorilegge

Parole come pietre
di Marco Guggiari
Manca un solo giorno di superamento dei limiti ammessi per la concentrazione delle polveri sottili e poi a Como avremo già messo in fila il numero massimo di date consentito dall’Unione Europea per un anno intero: trentacinque.
Il vento ha spostato questo simbolico traguardo, che comunque sarà probabilmente tagliato entro le prime settanta giornate del 2010. Come dire che una mattina sì e una no ci alziamo e respiriamo aria nociva per polmoni, gola, occhi e perfino
cuore. Questo, almeno, dicono gli esperti, perchè le polveri sottili (Pm10) e quelle sottilissime (Pm2,5) si fissano direttamente nelle basse vie aeree ed entrano subito in contatto con il sangue.
La faccenda è seria e va oltre tutte le scaramucce sulle misure prese o non adottate. Quando saremo a trentasei giorni di smog estremo non scatterà alcuna sanzione reale. Al di là di quell’asticella alzata convenzionalmente saremo meno sani, non tanto fuorilegge. Questo è il vero problema e pazienza se c’è chi si accapiglia su blocchi del traffico, targhe alterne, Ecopass, fumi di fabbriche e sfiati di riscaldamento. Tutte questioni alle quali non riusciamo ad appassionarci con partigianeria. Preme invece notare che la problematica dell’inquinamento, a ogni livello, è tuttora presa sottogamba.
Ci aspetteremmo attenzione e impegno spasmodici, esercitati direttamente da persone che appartengono alle più diverse discipline e competenze. Vorremmo una coalizione virtuosa, attiva in modo permanente allo scopo di sfornare idee e sperimentare soluzioni nell’interesse, che più generale non si può, della salute pubblica. Non è così. È sempre guerra tra fazioni. E al diavolo educazione civica, stili di vita, e anche la salute.

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