Oltreconfine il frontaliere diventa un ratto

In Ticino affissi cartelloni che denunciano l’invasione degli stranieri e attaccano Tremonti
Ratti panciuti, con la cinta slacciata e lo sguardo da furbi, che rubano il formaggio sotto il naso degli svizzeri. Il “politically correct” non abita nella testa del misterioso soggetto (forse un politico) che ha commissionato a un’agenzia del Canton Ticino una campagna pubblicitaria in cui i lavoratori frontalieri vengono rappresentati con una caricatura a dir poco ingenerosa: topi pronti a rubare il formaggio (leggi “lavoro”) ai ticinesi.
I TRE RATTI
I primi cartelloni sono comparsi
lunedì sui muri di Bellinzona e di Locarno. Ieri sono arrivati vicino al confine italo-svizzero, a Balerna. Ne verranno affissi 60 in tutto il Ticino, il cantone svizzero di lingua italiana dove lavorano 45mila frontalieri piemontesi e lombardi (17mila sono i comaschi).
I personaggi creati dall’agenzia di pubblicità – su mandato di un cliente, probabilmente un politico elvetico – sono tre ratti, il cui identikit è pubblicato sul sito della campagna (www.balairatt.ch).
Il primo è Fabrizio, piastrellista di Verbania. Dipendente o artigiano, rappresenta «l’invasione del frontalierato». Il secondo è Bogdan, rumeno, con canottiera sponsorizzata dall’Unione Europea: non si specifica la sua professione, ma la mascherina da Bassotto è fin troppo eloquente. «Il 60% dei crimini è commesso da stranieri», recita uno slogan della campagna. E poi c’è il terzo ratto, un commercialista lombardo. Nome: Giulio. Segni particolari: brandeggia uno scudo su cui sono dipinti tre monti. L’allusione al ministro italiano dell’Economia e delle Finanze è fin troppo evidente: sarebbe “reo” di aver impoverito le banche svizzere con lo scudo fiscale. Lo si spiega a chiare lettere sul sito della campagna: «Poi ci si mette l’Italia, con quel paladino delle cause perse del ministro Tremonti che, ogni volta che non sa come raschiare il fondo del barile, fa volteggiare lo scudo fiscale e randella i suoi concittadini che hanno l’unica colpa di voler mettere al sicuro i propri soldi, affidandosi a servizi bancari efficienti e professionali».
IL COMMITTENTE MISTERIOSO
L’agenzia che ha ideato e realizzato la campagna, la Ferrise Comunicazione di Muralto (Ticino), non vuole svelare il committente. Se si pensa a un soggetto politico, com’è probabile che sia, primo indiziato è l’Udc, partito ultraconservatore molto forte nella Svizzera tedesca, ma presente – pur con percentuali ridotte – anche in Ticino. «Nego ogni addebito – si schernisce il presidente cantonale dell’Udc, Pierre Rusconi – non siamo stati noi. Ma la campagna mi piace, fotografa una situazione reale». Vale a dire? «Una parte di questi problemi la conoscete bene anche voi italiani: i rom, la delinquenza d’importazione». E i frontalieri? «Vede, all’inizio gli italiani svolgevano lavori che i ticinesi non volevano più fare. Adesso iniziano a occupare posti che farebbero comodo a noi. Posti per i quali serve una qualifica. Penso alle assicurazioni o alle banche. Prima erano in mano solo ai ticinesi, anche per una questione di riservatezza, ora si preferisce assumere un italiano perché costa il 50% in meno».
Anche il secondo indiziato nega. Giuliano Bignasca, fondatore e presidente della Lega dei Ticinesi, nel 2007 aveva attaccato gli artigiani italiani, accusandoli di evasione fiscale. «Iniziativa simpatica – afferma – ma non sono stato io. Fossi in voi chiederei qualcosa all’Udc della Svizzera tedesca».
Non sarà l’autore dei cartelloni incriminati, ma Bignasca ha una posizione non così lontana da quella del committente misterioso. «I frontalieri non sono un problema, adesso – dice il presidente della Lega dei Ticinesi – Lo saranno quando la crisi arriverà in Ticino».
Mentre si cerca l’ignoto autore del messaggio xenofobo, la “guerra” tra italiani e ticinesi è scoppiata anche su Facebook, nella pagina della campagna “Bala i ratt”. Il paragone coi topi non è piaciuto. Agli italiani, almeno.

Andrea Bambace

Nella foto:
L’offesa
Tre topi rubano il formaggio, cioè il lavoro, sotto il naso degli svizzeri. È la campagna pubblicitaria commissionata da un misterioso soggetto, probabilmente un politico, a un’agenzia del Canton Ticino. I tre ratti rappresentano un frontaliere di Verbania, un romeno ladro, con la mascherina dei Bassotti, e il ministro Giulio Tremonti, con tanto di scudo fiscale (foto Mv)

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