Omaggio comasco a Kavafis

Costantino Kavafis

Venerdì 10 maggio alle ore 18. nella Sala Conferenze di Palazzo Reale in piazza del Duomo, 14 a Milano insieme a Massimo Cazzulo e ad Aldo Pirola, lo scrittore e traduttore comasco Andrea Di Gregorio  parlerà della sua traduzione delle poesie di Costantino Kavafis pubblicata nei Grandi LIbri Garzanti. “Costantino Kavafis  – dice Di Gregorio – è oggi, senza dubbio, insieme a Omero, il poeta greco più noto al mondo. Alcune delle sue poesie – “Itaca”, “Aspettando i barbari”, “La città” – sono notissime in tutte le lingue e sono entrate giustamente a far parte della cultura popolare di uomini e donne di ogni nazionalità. Eppure, in tutta la poesia di Kavafis, la parola “thalassa”, mare, compare quattro volte; “ouranòs”, cielo, due volte; “ilios”, “sole”, una sola volta; “azzurro”, nessuna… Insieme al cinema di Angelopoulos – in cui fa freddo, il cielo è spesso gonfio di pioggia e il mare è in burrasca – anche la poesia di Kavafis sfugge all’idea solare e apollinea della Grecia.  Rifugge da una ricostruzione eroica della storia della Grecia.  Lui stesso non si definisce “èllinas”, ossia greco di cittadinanza e di cultura, ma “ellinikòs”, aggettivo che si userebbe per un prodotto”.  E quindi?  “Rispetto a tutto quello che anche i greci stessi pensano della propria “ellenitudine” dove si pone Kavafis, e dove sta la sua grandezza?  Entra in contrasto dialettico con questo concetto di “ellenitudine” oppure si pone su un piano diverso? E la sua lingua, spuria; la sua concezione di poesia, antiretorica, antideclamatoria, antisimbolista; il suo modo di vivere e teorizzare l’amore per cui è tanto più puro e prezioso, quanto più è sterile e vano; c’entra tutto questo con la predilezione che milioni di persone gli accordano in tutto il mondo? Presentando la mia traduzione delle poesie di Costantino Kavafis, pubblicata nei Grandi Libri Garzanti, proporrò una lettura diversa per confermare quello che Kavafis stesso aveva detto di sé: “Sono un poeta del futuro… e mi si comprenderà veramente solo tra molti anni.”  Ogni traduzione, in particolare di un classico, deve partire da un’idea del testo e confrontarsi con la “tradizione traduttiva”, ossia con le altre traduzioni già esistenti (che sono, nel caso di Kavafis, per lo più eccellenti), per verificare se l’idea è valida e in che modo procedere per realizzarla.”
In questo incontro, in dialogo con Massimo Cazzulo, grecista, presidente della Società Filellenica Lombarda, “aprirò la porte del mio laboratorio per mostrare e discutere con il pubblico del mio approccio, delle difficoltà e delle opportunità che ho incontrato, nella ricerca di un Kavafis nuovo, diverso, ma non per questo meno fedele al suo spirito” dice Di Gregorio. Pirola  è  responsabile per le relazioni interbibliotecarie italiane e straniere per il Settore Biblioteche del Comune di Milano e segretario della Società Filellenica Lombarda.  L’evento è organizzato dalla Società Filellenica Lombarda insieme al Centro Ellenico di Cultura di Milano, con il patrocinio del Consolato Generale Onorario di Grecia di Milano e la collaborazione del Palazzo Reale.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.