Omicidio di Anzano, Gatto: «Mi sono difeso». Il presunto responsabile interrogato in carcere

«Sono stato aggredito e mi sono difeso». Avrebbe ribadito la ricostruzione fatta dopo l’arresto Cristian Gatto, accusato dell’omicidio di Simone Cardullo, ucciso con almeno due coltellate martedì scorso ad Anzano Del Parco. Il presunto responsabile del delitto ieri è stato interrogato al Bassone dal giudice delle indagini preliminari. Confermata la custodia cautelare in carcere.
L’interrogatorio è durato alcune ore. Gatto ha risposto a tutte le domande del giudice Francesco Angiolini. Il giovane, 24enne residente ad Anzano, a pochi metri dal punto in cui Cardullo, 32enne di Albavilla è stato ferito a morte, avrebbe ammesso le sue responsabilità. Al giudice, come già detto agli inquirenti dopo l’arresto, avrebbe ribadito però di essere stato picchiato dalla vittima e di essersi difeso.
Simone Cardullo, secondo quanto riferito dal presunto omicida, si sarebbe presentato a casa di Gatto per chiedere la restituzione di 40 euro, soldi che avrebbe pagato per una dose di droga in realtà mai ricevuta. Per “rifarsi” di un vecchio scherzo infatti, Gatto avrebbe consegnato a Cardullo un contenitore con una sostanza che in realtà non era lo stupefacente per il quale la vittima aveva pagato.

Pur di ottenere i suoi soldi, sempre secondo la ricostruzione del presunto omicida, la vittima avrebbe minacciato e poi colpito al volto Gatto che, per difendersi, sarebbe entrato in casa a prendere un coltello da cucina, diventato poi un’arma letale.
Ieri, assistito dal suo legale Michele Apicella, il presunto omicida avrebbe ripetuto questa versione, sulla quale i carabinieri della compagnia di Cantù, coordinati dal sostituto procuratore Antonio Nalesso, stanno ancora cercando riscontri.
«Gatto è molto provato perché quello che è successo non lo avrebbe mai voluto né cercato – ha detto l’avvocato milanese Apicella – Purtroppo questa situazione è nata non per sua volontà. Per il timore che ha avuto in quel momento, si è difeso». «È molto dispiaciuto – ha aggiunto – Si rende conto del dolore dei familiari della vittima e non si dà pace per questo. Da un punto di vista generale, anche lui è stato una vittima della situazione».
Al termine dell’interrogatorio, è stata confermata la custodia cautelare in carcere per Cristian Gatto. Il suo legale al momento non ha avanzato alcuna richiesta per gli arresti domiciliari o un’eventuale alleggerimento della misura cautelare. La richiesta sarà valutata eventualmente in seguito.
Sul fronte delle indagini intanto, c’è attesa per il referto dell’autopsia, effettuata giovedì scorso, che dovrebbe fare chiarezza sul numero e sulla tipologia di coltellate inferte alla vittima e quindi permettere agli inquirenti di ricostruire in modo più dettagliato le modalità dell’aggressione. Cardullo sarebbe stato raggiunto da almeno due fendenti, uno mentre andava verso la sua macchina, parcheggiata a poca distanza dall’abitazione di Gatto e una quando probabilmente era già salito sulla sua Fiat Panda. Ferito in modo gravissimo, Simone Cardullo avrebbe provato comunque ad allontanarsi, ma ha fatto solo pochi metri.
Anna Campaniello

Articoli correlati