Omicidio di Anzano. Oggi l’autopsia, domani l’interrogatorio

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«Distrutto» e «psicologicamente molto provato». Così il legale difensore descrive Cristian Gatto, il 24enne di Anzano del Parco accusato dell’omicidio di Simone Cardullo, 32 anni di Albavilla. Domani, nel carcere del Bassone, il giovane sarà sottoposto all’interrogatorio di garanzia. Nella giornata di oggi invece sarà eseguita l’autopsia sul corpo della vittima.
Ieri mattina, il legale difensore, Michele Apicella ha incontrato Gatto in carcere. «È troppo presto per parlare dei fatti – ha detto l’avvocato – Certamente Gatto è distrutto e psicologicamente molto provato».
Il 24enne è accusato di omicidio volontario. Dopo l’arresto, il giovane ha incontrato il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta, Antonio Nalesso. Per domani invece è stato fissato l’interrogatorio di garanzia con il giudice delle indagini preliminari Francesco Angiolini.
Dopo l’arresto, Gatto avrebbe ammesso di aver colpito Simone Cardullo con un coltello che avrebbe preso nella sua abitazione. Avrebbe detto di aver reagito per difendersi, ripetendo che il 32enne gli aveva sferrato un pugno in faccia e mostrando anche i segni del colpo subito. La dinamica esatta dell’aggressione è al momento al vaglio dei carabinieri della compagnia di Cantù, intervenuti ad Anzano e incaricati di condurre le indagini.

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Il coltello che ha ucciso Simone Cardullo al momento non è stato trovato. Il 32enne è stato colpito da almeno due fendenti, uno nella parte destra del torace e uno nella parte sinistra del dorso. Ferite molto profonde, che hanno causato la morte del giovane nonostante i soccorsi tempestivi e un lungo intervento chirurgico al quale il ragazzo è stato sottoposto all’ospedale Sant’Antonio Abate di Cantù. Anche sul numero e sul tipo di coltellate però si attende una risposta più precisa, che potrà arrivare solo dopo l’autopsia, in programma oggi.
Gli inquirenti stanno cercando di chiarire la dinamica dell’aggressione e di verificare il possibile movente. Nell’interrogatorio di convalida, Cristian Gatto potrebbe ripetere la sua versione dei fatti sulla lite sfociata nell’omicidio e sulla causa che l’avrebbe fatta scaturire. Secondo quanto avrebbe riferito il presunto omicida, lui e la vittima non avevano un appuntamento. Simone Cardullo si sarebbe presentato a casa di Gatto senza avvertirlo prima e avrebbe preteso appunto una piccola somma di denaro, la restituzione di un debito, forse legato alla cessione di alcune dosi di droga. Ipotesi ancora tutte da verificare.
Proseguono le ricerche della Smart nera che alcuni residenti nella zona hanno visto allontanarsi velocemente dopo il delitto. La macchina al momento non risulta identificata. L’ipotesi iniziale era che l’uomo a bordo della vettura fosse arrivato ad Anzano del Parco con la vittima e che conoscesse dunque Cardullo e anche lo stesso Gatto. Dopo i primi accertamenti, gli inquirenti sembrano invece propendere per la pista di un testimone casuale dell’aggressione. Identificare l’uomo sarebbe comunque importante per avere la sua testimonianza su quello che ha visto e sentito in quei drammatici minuti.

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