Francesco Mancuso era un camionista 35enne che l’8 agosto 2008, mentre giocava a carte nel cortiletto di un bar di Bulgorello, l’Arcobaleno”, dove era un cliente abituale, fu avvicinato da un uomo giunto in moto che lo uccise sparandogli addosso più colpi di pistola. Il killer, che indossava un casco integrale, scappò sempre in moto e fece perdere le proprie tracce, pare dopo essere anche inciampato mentre si allontanava. La due ruote fu poi ritrovata tempo dopo (bruciata) in un campo di Socco. Le indagini furono riaperte nel 2015, mentre il processo di fronte alla Corte d’Assise di Como (presieduta dal giudice Valeria Costi, a latere Walter Lietti), lungo e travagliato anche in seguito alla sopraggiunta emergenza Covid-19 che lo ha rallentato (ma non fermato), si era aperto lo scorso mese di ottobre. Le prossime udienze sono state fissate per l’inizio di luglio, quando parleranno le difese e poi giungerà la sentenza di primo grado. I due imputati non sono mai stati presenti in aula, ma hanno seguito tutte le udienze collegati in videoconferenza rispettivamente dal carcere di Terni, in Umbria, e di Asti, in Piemonte.
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