Ribaditi anche gli 11 mesi e 20 giorni al figlio per il possesso dell’arma con cui venne ucciso l’artigiano
Condanne confermate anche in Appello per Carlo d’Elia – 30 anni di carcere per l’omicidio di Antonino Correnti – e per il figlio Emiliano (11 mesi e 20 giorni), accusato della detenzione dell’arma con cui venne ucciso l’artigiano di Visino di Valbrona. Delitto che risale al 23 febbraio 2010 quando alle sette della mattina, nel parcheggio dove Correnti aveva lasciato il proprio furgone, l’artigiano fu prima picchiato e poi freddato con un colpo di pistola mentre si recava al lavoro.I carabinieri arrestarono poche ore dopo Carlo D’Elia e in seguito anche il figlio che si trovava sul luogo del delitto. Secondo il giudice che l’ha assolto a Como, tuttavia, Emiliano non avrebbe in alcun modo concorso al delitto nato da vecchi rancori di natura economica tra il padre e Correnti. Nonostante questo, tuttavia, il figlio 22enne passò quasi un anno in cella con l’accusa di concorso nell’omicidio salvo poi venire assolto. Undici mesi e 20 giorni, gli stessi poi rimediati come condanna in primo grado per la detenzione dell’arma. Decisione confermata questa mattina anche in Appello.
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