Omicidio Yara Gambirasio, il processo mediatico passa da Como

© FKD-F.Diotti | Como. 21/02/2015 Conferenza stampa avvocato Salvagni difensore Bossetti presunto omicida Yara Gambirasio. La conferenza stampa dell’avvocato Salvagni © Foto Fkd

Como diventa il set della nuova “udienza” del processo mediatico per l’omicidio di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate di Sopra uccisa nel novembre del 2010.

Ieri pomeriggio fari puntati sul capoluogo lariano dove ha sede lo studio di Claudio Salvagni, il difensore di Massimo Bossetti, il carpentiere accusato del delitto. Il legale ha convocato una conferenza stampa nella quale sono stati evidenziati i possibili dubbi sulla colpevolezza del muratore, in carcere dalla primavera scorsa.

Venerdì scorso, il legale comasco aveva depositato il ricorso al Tribunale del riesame di Brescia per chiedere la scarcerazione di Bossetti.

E ieri, assieme all’intero pool difensivo, ha spiegato i contenuti del documento.

All’appuntamento (nello studio di viale Lecco) si sono presentati cronisti, operatori e fotografi delle testate nazionali. Un assedio mediatico in piena regola. Alle domande dei cronisti hanno risposto Claudio Salvagni ma anche i consulenti del collegio difensivo, il medico legale Dalila Ranalletta, l’informatico Giuseppe Pezzani, il criminologo Ezio Denti e il professore di logica processuale Sergio Novanni. Il pool ha parlato di «dubbi sull’arma utilizzata per uccidere Yara, sulle fibre del furgone di Bossetti che sarebbero state trovate sui vestiti di Yara e anche sul Dna». «Ci sono troppi dubbi sull’inchiesta, non si può tenere in carcere Bossetti», ha ribadito Salvagni. E nella giornata di ieri, mentre Como finiva sotto i riflettori dei media, è emerso anche un altro elemento che in qualche modo lega il capoluogo lariano all’inchiesta sul delitto della 13enne. Si tratta del ritrovamento di cimici nella cella del carcere di Bergamo dove è detenuto proprio Bossetti.

A denunciare la presenza dei microfoni nascosti sono stati altri detenuti. Tra questi vi sarebbe anche Rodolfo Locatelli, il 39enne di Guanzate in cella con l’accusa di aver preso parte all’omicidio di Ernesto Albanese, il giovane il cui corpo è stato trovato nel giardino di una villetta in ristrutturazione proprio a Guanzate.

Dopo l’arresto, Locatelli, difeso dal legale comasco Pietro Mario Vimercati, è stato infatti trasferito dal carcere del Bassone a Bergamo e, da alcune settimane, avrebbe come compagno di cella proprio il carpentiere accusato di aver ucciso Yara Gambirasio.

Anna Campaniello

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