Ondata di caldo e inquinamento: scatta l’allarme ozono

Como, panorama

Arriva la prima ondata di caldo e Legambiente rilancia l’allarme ozono, gas che anche nel Comasco sta raggiungendo concentrazioni prossime alla soglia limite.
«Secondo i dati registrati dalle stazioni fisse di rilevamento di Arpa Lombardia – sottolinea l’associazione ambientalista – le concentrazioni di questo gas tossico nella giornata di domenica hanno superato in quasi tutta la Lombardia le soglie di allerta oltre le quali le autorità sono tenute a svolgere attività capillari di informazione ai cittadini, per prevenire comportamenti a rischio. Al momento i picchi più elevati di ozono si registrano nel Varesotto e in Brianza, con superamenti anche nel Milanese e nel Lecchese».
A fronte di una soglia di informazione fissata a 180 microgrammi di ozono per metro cubo di aria (quella di allarme per la salute è a quota 240 µg/mc), le tre centraline comasche hanno fatto registrare domenica scorsa valori elevati: 171 microgrammi a Como, 193 a Cantù e 188 a Erba. Sabato i dati erano ancora più preoccupanti: 202 a Como, 212 nella Città del mobile e 191 a Erba.
Le previsioni meteo, che annunciano giornate ancora più calde, con temperature massime destinate a superare i 30 gradi, non lasciano molte speranze di miglioramento in questa settimana.
L’ozono, va ricordato, è un potente ossidante che, come tale, irrita fortemente occhi, mucose e l’apparato respiratorio. Ripetute esposizioni possono accelerare il naturale processo di invecchiamento della funzione polmonare.
Legambiente Lombardia fa notare che «in Canton Ticino, da giorni quotidiani e tv informano gli abitanti sulle condizioni dell’aria e sui comportamenti corretti da adottare», mentre «i cittadini lombardi non dispongono della stessa premura».
«Per quale ragione l’allerta sanitaria nella nostra regione non si percepisce? – chiede Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Non ci stancheremo, come ogni anno, di denunciare la grave sottovalutazione dell’inquinamento estivo da ozono».
Legambiente ricorda che «gli orari più critici per gli alti livelli di ozono sono quelli del pomeriggio, ma anche della prima serata, perché la quantità di questo inquinante resta nell’aria anche nelle prime ore dopo il tramonto del sole. Dunque, se possibile, le attività all’aperto dovrebbero essere limitate alle ore mattutine».

Articoli correlati