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Opposizioni all’attacco: «Ora basta»

Sergio Gaddi aspettava questo momento da tempo. Se fino allo scorso anno i fuochi artificiali rappresentavano la festosa chiosa della Grandi Mostre di Villa Olmo, quest’anno i “botti” sono tutti per il suo successore a Palazzo Cernezzi.Secondo il consigliere di minoranza, infatti, il flop della mostra è tutto da attribuire all’assessore alla Cultura Luigi Cavadini: «Il suo comportamento, anche dopo questo clamoroso insuccesso, continua a essere arrogante. Cavadini ha sempre trattato

con sufficienza chi gli faceva notare che la comunicazione era inconsistente, ma i risultati dicono chiaramente che ha fallito persino sui numeri che lui stesso aveva dichiarato. Ora – continua Gaddi – si dice soddisfatto anche se non ha nessun titolo per farlo. Ha solo prodotto un immenso danno a Como e allo stesso Sant’Elia, sprecando quasi un milione di euro per una mostra che non ha portato alcun tipo di indotto. Per il futuro mi aspetto una immediata interruzione del progetto triennale perché sarebbe una catastrofe insistere così a Villa Olmo; credo che gli stessi sponsor rivedranno i loro piani futuri. Tutto ciò – conclude il consigliere – è la rappresentazione di una concezione snobistica e autoreferenziale della cultura». Alberto Mascetti, consigliere della Lega, è meno caustico: «Secondo me la mostra è stata pubblicizzata in ritardo e male. Pur essendo interessante il tema, che in ogni caso andava abbinato almeno a una conferenza sul Razionalismo, si è capito subito che questo evento non aveva lo stesso traino dei precedenti. Io resto favorevole all’idea di valorizzare le realtà comasche, ma in questo caso si è persa un’occasione. Bisogna reindirizzare meglio questo percorso trovando sinergie con le realtà del territorio e seguire gli esempi vincenti di altre città». Giudizio implacabile, come è nel suo stile, quello di Alessandro Rapinese: «Sperperare denari di questi tempi è un autentico delitto. Se è vero che il sindaco Mario Lucini ha detto di avere sbagliato le previsioni sui numeri della mostra di Villa Olmo, ora se ne deve assumere le responsabilità ripianando i debiti di tasca sua, soprattutto ora che ha confermato la fiducia a Cavadini. Per il futuro mi auspico che la smettano di giocare e di fare esperimenti con i soldi dei cittadini. Bisogna mettere in mostra Como. I soldi, se ci sono, si spendano per farla più bella». Per Marco Butti, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, «Cavadini non ha mai voluto ascoltare i suggerimenti e le proposte che venivano dal sottoscritto in commissione attraverso interrogazioni e questi sono i risultati. Così non si può andare avanti: questa mostra aveva una pessima comunicazione ed era solo per addetti ai lavori. Su questa tema serve fare sinergia anche con realtà private che siano in grado di coniugare qualità e quantità; un’altra mostra così non si può fare, meglio lasciar perdere».

m.prat.

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