Cronaca

Ora è Cavadini a giocarsi tutto: ecco la mostra con Balla e Boccioni. Via Csu e De Michelis, c’è Gualdoni

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La giunta in fibrillazione
Divisione culturale del “Sole 24 Ore” in pole per l’organizzazione

Non appena si sarà placato il polverone innescato dalle dimissioni di Giulia Pusterla, c’è da scommettere che i fari torneranno a essere puntati sul destino politico di Luigi Cavadini. Fino a 48 ore fa, infatti, era proprio l’assessore alla Cultura di Palazzo Cernezzi l’uomo (politicamente) più “debole” dell’esecutivo guidato da Mario Lucini. Il flop in termini economici (passivo di 217mila euro) e di pubblico (nemmeno 17mila visitatori) della mostra dedicata a Sant’Elia ha inevitabilmente

messo sulla graticola Cavadini. Il quale, pur avendo ripetutamente incassato la fiducia del primo cittadino e a dispetto della mozione di sfiducia presentata dalle minoranze, è ben conscio di giocarsi tutto, a partire dal posto in giunta, con il secondo evento in programma per il 2014. Evento sul quale sono finalmente filtrate le prime indiscrezioni. Che, peraltro, confermano la (rischiosissima) linea d’azione dell’assessore, ossia la continuità assoluta con la prima mostra, almeno dal punto di vista scientifico-contenutistico.
L’evento che dovrebbe svolgersi la prossima primavera a Villa Olmo ripartirà esattamente da dove era finito quello della scorsa primavera. Cioè dalle visioni urbane di Antonio Sant’Elia, del quale dovrebbero essere nuovamente esposte alcune opere proprio per segnare il filo rosso tra gli eventi. Da questo punto fermo, la mostra dovrebbe poi estendere la prospettiva ai maestri del Futurismo, tra i quali Boccioni e Balla, per poi offrire anche uno sguardo a movimenti peculiari quali l’Aeropittura. Il percorso, infine, sempre tenendo come tema principale la città vista nelle sue diverse declinazioni, dovrebbe passare il testimone alle avanguardie architettoniche della seconda metà del Novecento.
Fin qui, sebbene per sommi capi, la traccia culturale della prossima mostra. Di fatto, senza grandi sorprese rispetto alle previsioni e, aspetto forse più pericoloso, senza scatti particolarmente innovativi rispetto a molte proposte similari viste anche soltanto nella vicina Milano negli ultimi anni.
La vera novità, piuttosto, starà “nel manico”, visto che – come anticipato nei giorni scorsi – non sarà più Marco De Michelis a curare la grande mostra. Al suo posto dovrebbe arrivare il critico d’arte e docente di storia dell’arte all’Accademia di Brera, Flaminio Gualdoni. Già direttore della Galleria Civica di Modena, dei Musei Civici di Varese e della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, Gualdoni è stato anche commissario alla 44esima Biennale di Venezia nel 1990. Curatore di numerosissime mostre di livello nazionale, è stato collaboratore delle pagine culturali del “Corriere della Sera” e ora tiene la rubrica “Il criptico d’arte” su “Il Giornale dell’arte” oltre a scrivere per molte riviste di settore. Numerosi gli interventi anche per la Rai, sempre nel campo dell’arte. Tra l’altro, Gualdoni vanta una lunga collaborazione con l’assessore Cavadini, specialmente per il Museo d’arte contemporanea di Lissone, che lo stesso Cavadini dirige.
Sul fronte organizzativo, infine, ecco un’altra possibile svolta “copernicana” rispetto al passato. Non sarà Csu ad occuparsi degli aspetti organizzativi e di budget. Nelle scorse settimane, infatti, Cavadini ha incontrato Natalina Costa, amministratore delegato di “24 Cultura”, la divisione culturale del gruppo a cui fa capo “Il Sole 24 Ore”. Ai privati potrebbe essere delegato tutto il cosiddetto rischio di impresa a fronte, ovviamente, della gestione intera del fronte economico.

Emanuele Caso

Nella foto:
Dopo il flop della mostra dedicata ad Antonio Sant’Elia la scorsa primavera, ora Cavadini si gioca tutto con il seguito dell’evento
17 Novembre 2013

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