Ora gli “spalloni”sono ticinesi: le guardie di confine al lavoro per frenare l’import degli alimentari

Le guardie di confine elvetiche Le guardie di confine elvetiche

Superfranco, ora si temono i furbetti della dogana. Non si parla più di valuta, sulla rotta che da Como porta in Svizzera, ma di merci di ogni tipo. Dai generi alimentari, alle bevande, fino ai tabacchi. Una situazione reale che le guardie di confine hanno verificato già nel periodo natalizio. Ovvero, sempre più svizzeri, dopo aver fatto scorte nei centri commerciali italiani, tentano di rientrare in Ticino in palese violazione dei vincoli per l’importazione di merci nella Confederazione Elvetica.
Esistono, infatti, precisi limiti che – se superati – prevedono il pagamento di una tassa doganale. Chi passa senza dichiarare le merci in eccedenza, se scoperto, viene multato e «può poi decidere o di sdoganare i prodotti pagando un’ulteriore somma oppure riportarli in Italia», dice Davide Bassi, portavoce delle guardie di confine.
Ora, con il superfranco in orbita, il timore è che molti ticinesi possano venire in Italia a fare provviste, ben oltre i quantitativi concessi e rientrare in Svizzera magari per eventualmente rivenderli o farne altro uso.
«Non è un fenomeno che abbiamo ancora riscontrato. È infatti soltanto da pochi giorni che si è scatenata questa rivoluzione. Non escludiamo, però, che tale pratica si possa magari concretizzare in futuro. Ovviamente, vigileremo», aggiunge Bassi. Il quale spiega anche come i prodotti in eccedenza che si cerca più di sovente di portare in Svizzera siano gli alcolici e la carne.
«Se non vengono dichiarati, è inevitabile una multa. Dopodiché, se li si vogliono ugualmente importare bisogna sdoganarli pagando un ulteriore tributo, oppure si deve riportare tutto in Italia. Quindi, se non si dichiara la merce che supera il valore di 50 franchi si finisce magari per dover pagare una multa di 100 franchi o più e, se si procede con lo sdoganamento, altri 50 franchi. Insomma non conviene», conclude Bassi.
A tal proposito vanno ricordate alcune regole base in vigore dal primo luglio 2014.
Vino e birra: invece di 2 litri è possibile importare 5 litri senza dover pagare tasse doganali. Per ogni litro aggiuntivo importato, si pagano 2 franchi. Alcolici: per le bevande con più del 18% di alcol, il limite massimo continua a essere un litro. Carne: è ancora possibile importare, senza tasse doganali, al massimo un chilo di carne fresca o preparazioni di carne, esclusa la selvaggina. Per ogni chilo in più si pagano 17 franchi. Latticini e uova: non ci sono più limiti. Ma rimane la limitazione a un chilo per burro e panna. Superato questo limite, si devono pagare 16 franchi per ogni chilo o litro. Tabacchi: è possibile portare in franchigia di dazio 250 sigarette o sigari oppure 250 grammi di tabacco. Prima i limiti massimi ammontavano a 200 sigarette, 50 sigari o 250 grammi di tabacco.

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