E ora si apre la “guerra” dei taxi. La polizia cantonale contro i conducenti italiani
Economia, Territorio

E ora si apre la “guerra” dei taxi. La polizia cantonale contro i conducenti italiani

Dopo gli artigiani, i frontalieri, i medici che non risiedono in Ticino e i lavoratori interinali, ora tocca ai tassisti.
Battaglia in realtà già vista, quella contro le auto bianche italiane. Che viene adesso rinfocolata addirittura dalla polizia cantonale. Ieri mattina, da Bellinzona, è partito il report 2016 sugli incidenti stradali in Ticino.
Un comunicato zeppo di numeri e dati statistici, ma con un “cappello” dedicato alla presunta concorrenza sleale dei conducenti italiani.
«Nel trasporto professionale – scrive la polizia cantonale – sempre più diffuso è il fenomeno dei veicoli esteri (prevalentemente italiani) adibiti al trasporto persone come servizio pubblico non di linea (noleggio con conducente), che crea una concorrenza sleale nei confronti dei professionisti indigeni (taxi e minibus)».
Secondo le autorità ticinesi, il servizio di noleggio dell’auto «è vietato quando avviene all’interno della Svizzera (cabotaggio). Le verifiche sul trasporto su linee non autorizzate, grazie anche a una buona rete informativa e di contatti, restano prioritari e al centro di regolari segnalazioni». Il tema, come detto, non è nuovo. Ma viene adesso ripreso da fonte ufficiale, legata – forse non a caso – al Dipartimento delle Istituzioni, alla cui guida è il leghista Norman Gobbi.

La nota della polizia cantonale, in realtà, non ha avuto un’immediata risonanza. Ma oltrefrontiera, tra le associazioni d’impresa che si occupano di trasporto delle persone, il comunicato non è passato inosservato.
Alberto Bergna, segretario generale della Cna di Como, è un esperto del settore. «Non c’è niente di nuovo sotto il sole – dice – se non la volontà di qualcuno di riattizzare il fuoco delle polemiche su un argomento chiaro».
Il “cabotaggio”, spiega ancora Bergna, non c’è. «Se un’auto con conducente o un taxi portano un cliente dall’Italia in Ticino e poi tornano indietro con lo stesso cliente, non c’è cabotaggio. Il mandato è unico».
Gli svizzeri sostengono che l’auto italiana non possa sostare inattiva oltreconfine. «Ma lo stesso accade da noi. Al tassista italiano non è concessa la sosta inoperosa fuori dal territorio del Comune di rilascio la licenza. Ma se il cliente chiede di essere atteso per poi tornare indietro con la stessa auto non è contestabile alcun cabotaggio. Si tratta di unico servizio, di un solo viaggio».

7 Apr 2017

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Redazione Corriere di Como

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