Originario di Cantù l’attivista rapito a Gaza dai terroristi islamici

È originario di Cantù Vittorio Arrigoni, l’attivista di 36 anni rapito giovedì a Gaza da un gruppo islamico salafita denominato Hisham as-Su’eidani. Il gruppo terroristico, in un filmato diffuso su Internet minaccia di ucciderlo se entro 30 ore, a partire dalle ore 11 di giovedì, il governo di Hamas non libererà alcuni detenuti salafiti.
Arrigoni manca ormai da diversi anni dal Lario, anche se spesso torna per iniziative legate al suo attivismo nel campo della cooperazione internazionale. In particolare il 36enne fa parte dell’International solidarity movement, movimento internazionale che si batte per i diritti umani.
Vittorio Arrigoni risiede a Gaza da tre anni, per la precisione dal 25 agosto 2008 quando era arrivato prima dell’operazione offensiva di Israele “Piombo fuso”. Il cooperante di origine canturina è impegnato per la difesa dei diritti della popolazione palestinese. In particolare, Arrigoni è schierato per proteggere i pescatori, i contadini e i paramedici palestinesi.
Sul Lario, a Como, è tornato ancora nel giugno del 2009, quando all’ex libreria Einaudi di via Carducci, presentò insieme con Celeste Grossi, esponente delle Donne in nero, il suo libro “Restiamo umani” edito da Manifesto Libri. Il Manifesto è anche il giornale dove ha sempre pubblicato le cronache dalla Palestina, mentre collabora anche alla trasmissione di Radio Rai “Caterpillar”.  Sulla pagina di Facebook di Arrigoni da ieri stanno arrivando decine di messaggi di solidarietà e appelli per la liberazione.
Arrigoni ha ottenuto nell’ottobre 2010 a Ovada il premio “Rachel Corrie” dall’omonima associazione pacifista. «Lo conosco – dice Celeste Grossi – ama Gaza e la Palestina e il suo obiettivo è solo battersi per la difesa dei diritti umani».
 Emanuele Caso

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