Oro e contanti lungo il confine. Processo diviso tra sette Procure

Tribunale di Como

Processo smembrato tra sette Procure diverse, tra cui quella di Como. Il tutto dopo l’accoglimento delle eccezioni preliminari sulla competenza territoriale avanzate dalle difese. Fascicoli e faldoni che dunque si muoveranno dal palazzo di giustizia lariano per raggiungere le sedi dei primi sequestri per i diversi capi di imputazione. È la decisione del giudice dell’udienza preliminare di Como in merito al maxi processo di 28 imputati (tra cui il patron della Pro Recco di pallanuoto e dello Spezia calcio, Gabriele Volpi) nato da indagini della guardia di finanza su un flusso di oro, contanti e pietre preziose da una parte all’altra del confine. Le fiamme gialle, coordinate dal pm Mariano Fadda, contestano agli imputati a vario titolo diversi reati, tra cui l’autoriciclaggio per il rientro in Italia di denaro provento di delitti come la bancarotta fraudolenta, ma anche l’utilizzo di fatture false, l’importazione clandestina di metalli e pietre preziose e molto altro. La base dell’attività erano ovviamente gli spalloni che facevano da palline da tennis da una parte all’altra del confine. Nelle mani della guardia di finanza, tra luglio 2015 e maggio 2017, sono finiti sequestri per 2 milioni e 600mila euro in contanti, oltre 30 chili d’oro, monili a centinaia e un parco mezzi alterati di 12 unità. In aula a Como – per la parte rimasta sul Lario di questa complicata vicenda – si tornerà ad inizio dicembre.

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